Nuove linee di finanziamento: produzione come motore della manifattura pulita europea
mercoledì 8 luglio 2026
Una lettera aperta, firmata da oltre 50 attori, chiede di introdurre un sostegno basato sulla produzione negli aiuti di Stato per migliorare la finanziabilità dei progetti di nuove capacità manifatturiere di tecnologie pulite nell’Unione. L’appello mira a modificare Cisaf, in vigore fino al 2030.
I firmatari indicano che gli aiuti, che possono assumere forme come importi predefiniti fino a 200 milioni o gare, dovrebbero coprire settori quali fonti rinnovabili, efficienza energetica, reti, sistemi di accumulo, biogas/biometano, combustibili a basse emissioni, CCS, nucleare e, a determinate condizioni, gas fossile; è prevista anche la possibilità di ridurre i prezzi dell’energia per grandi consumatori a rischio delocalizzazione.
Si chiedono emendamenti all’articolo 6.2 (Aiuti ad hoc) affinché le modifiche possano essere inserite nel Piano d’azione per l’elettrificazione, previsto per il 15 luglio, con l’obiettivo di rendere gli aiuti realmente finanziabili: livelli ex ante noti, condizioni controllate dai beneficiari e quadro giuridico stabile.
Gli aiuti dovrebbero non limitarsi all’investimento iniziale, ma sostenere anche i primi anni di attività, perché le imprese affrontano concorrenza e rischi. Attualmente, l’UE richiede una valutazione individuale basata sul deficit di finanziamento o sui riferimenti a sovvenzioni in paesi terzi. Propongono invece un sostegno temporaneo basato su premi fissi per unità prodotta: €/kWh per batterie, €/kg di idrogeno rinnovabile, €/W per moduli e inverter, €/km di cavo HV.
Altre richieste: proporzionalità con limiti massimi per impresa, sostegno a tempo determinato e progressivo; ammissibilità riservata alle imprese con presenza significativa in UE, in linea con Industrial Accelerator Act (Iaa), con limiti a proprietà o influenza straniera e possibilità di coinvolgere partner affidabili; criteri chiari e procedure rapide con tempi vincolanti.
Sul fronte della manifattura europea, il 23-24 giugno a Trondheim si sono riuniti i partner del progetto EuroCZFactory (Horizon Europe) per definire una roadmap tecnica e avviare le prime fasi di implementazione. In 42 mesi proseguirà lo sviluppo di lingotti e wafer di silicio tramite Czochralski, con crescita cristalli, integrazione digitale e prove pilota. SolarPower Europe coordinerà gli stakeholder per individuare ostacoli normativi e lacune d’investimento, mirando a rafforzare competenze e capacità industriali europee.