Nuove direzioni per l’energia ligure e aree idonee
giovedì 23 aprile 2026
Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato il Piano energetico e ambientale aggiornato al 2030, delineando un mix di fonti e tecnologie: fotovoltaico, idroelettrico, eolico, biomassa, biogas e pompe di calore, con attenzione anche al nucleare di nuova generazione. Il testo punta a raggiungere gli obiettivi del 2030, pur riconoscendo la necessità di ulteriori chiarimenti sulle localizzazioni e sull’informazione ai territori.
Nell’impostazione pratica, il Piano privilegia il fotovoltaico su tetto, con un potenziale stimato di 62 milioni di metri quadri, e mira a tutelare il Savonese dall’espansione dell’eolico, limitando l’impatto paesaggistico e ambientale.
Il 23 aprile la Giunta esaminerà un disegno di legge sulle aree idonee alle rinnovabili. Un emendamento della Lega richiede il coinvolgimento delle amministrazioni locali, l’informazione preventiva sui progetti FER ai Comuni e la definizione di criteri di idoneità che valorizzino i siti degradati, gli stabilimenti dismessi e le infrastrutture esistenti, riducendo l’impatto su suolo agricolo e aree naturali di pregio.
Il Piano indica che il territorio ligure è particolarmente adatto al fotovoltaico diffuso di piccola scala, mentre l’eolico sarà presente solo in aree compatibili con la tutela del paesaggio. Per l’idroelettrico si punta al revamping e alla riattivazione di piccoli impianti dismessi. Tra le azioni di supporto: bandi per impianti diffusi, promozione delle Cer e semplificazioni normative, insieme a investimenti nella ricerca su moto ondoso, eolico offshore galleggiante e idrogeno.
La decarbonizzazione dei trasporti è una priorità, con l’obiettivo di incidere su circa il 34% dei consumi regionali. Le azioni includono maggiore uso di GNL nel trasporto marittimo, potenziamento della mobilità ferroviaria regionale (servizi ferro-gomma) e sviluppo di una rete di ricarica per veicoli elettrici, anche tramite le comunità energetiche.
Un passaggio rilevante riguarda la geotermia a bassa entalpia: un emendamento impegna la Giunta a riconoscerla come componente strategica e a predisporre una carta geoenergetica regionale per mappare le potenzialità sotterranee. Si prevedono incentivi, programmi sperimentali per impianti negli edifici pubblici e promozione nell’ambito delle Cer e della riqualificazione urbana.
Gli obiettivi 2030, a regime, prevedono 1.059 MW di nuova potenza da fonti rinnovabili, potenzialmente fino a 1.191 MW. Tra il 2021 e il 2025 sono stati installati circa 225 MW, pari al 21,5% del target 2030 e al 60% dell’obiettivo intermedio 2026, con 146 MW fotovoltaico, 75 MW eolico e 4 MW idroelettrico. Da Confindustria Genova arriva l’allarme sulle relative lentezze del sistema di permessi e sull’urgenza di individuare rapidamente aree idonee per accelerare la transizione, specie considerato che al 31/12/2025 la Liguria contava circa 540 MW di potenza rinnovabile, terzultima in Italia, evidenziando la necessità di interventi decisivi sul permitting e sulle aree disponibili.