Nuove aree per rinnovabili in Sicilia: quota approvata e sfide istituzionali
venerdì 31 luglio 2026
Dopo una lunga discussione, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato solo l’articolo 1 del Ddl n. 1030/A Stralcio IV/A, dedicato alla transizione energetica e al governo del territorio. Questo articolo definisce le aree idonee in aggiunta a quelle previste a livello nazionale, dove possono essere installati impianti a fonti rinnovabili.
Le aree individuate includono: siti di interesse nazionale (SIN); aree industriali, commerciali e artigianali, comprese le zone di crisi industriale complessa (esclusi gli impianti eolici); superfici e strutture facenti parte del demanio o del patrimonio regionale; aree prossime alle cabine primarie entro 500 metri; e l’area entro 500 metri da stazioni elettriche della Rete a Trasmissione Nazionale esistenti o autorizzate (esclusi i primi 50 metri dai perimetri).
Sono escluse invece le aree protette a livello culturale o paesaggistico, le fasce di rispetto di tre chilometri per gli impianti eolici e di 500 metri per quelli fotovoltaici, nonché le zone vincolate idrogeologiche, fluviali, sismiche o forestali e relative fasce di tutela.
Inoltre, l’articolo fissa un limite: al massimo l’0,8% della superficie agricola regionale (Sau) può essere designata come area idonea. Viene inoltre prevista una priorità istruttoria per sistemi di accumulo energetico (BESS) e per l’agrivoltaico avanzato con una produzione lorda vendibile (PLV) pari ad almeno l’80% della PLV precedente all’impianto.
Gli altri articoli sono stati rinviati in Commissione Ambiente per ulteriori valutazioni. L’art. 2 proponeva una moratoria sui procedimenti autorizzativi fino al raggiungimento di obiettivi del 2030, ma è stato considerato dal Parlamento potenzialmente impugnabile per incostituzionalità. L’art. 4 prevedeva l’obbligo di accumuli per i nuovi impianti soggetti a autorizzazione unica regionale; inizialmente era prevista la Via per BESS oltre 20 MW, ma questa fase è stata rimossa in sede di riesame.
Il testo approvato seguirà l’iter istituzionale: firma del presidente, promulgazione e pubblicazione. I pezzi rinviati dovrebbero tornare in aula entro la fine di settembre, per una possibile riproposizione.