Nuove aree idonee per le rinnovabili in Lombardia: limiti, incentivi e procedure
lunedì 13 aprile 2026
La Lombardia avvia l’esame di una legge sulle ulteriori aree idonee alle energie rinnovabili, prevista dal Dl 175/2025, con procedura d’urgenza. Il testo della Giunta punta a raggiungere entro il 2030 una capacità installata di 8,766 GW ed è stato affidato in sede referente alla VI Commissione Energia e Ambiente; l’illustrazione e le audizioni sono in programma nei prossimi giorni.
Il contesto evidenzia che la crescita delle rinnovabili non dipenderà solo dai tetti: servono investimenti privati stimati tra 12 e 14 miliardi di euro e un coordinamento con i gestori di rete, soprattutto perché Lombardia ospita una forte domanda legata a nuovi data center.
Sul piano operativo, la legge stabilisce limiti alla Sau: 0,8% a livello regionale e 3% a livello comunale. I comuni possono aumentare fino al 5% per impianti destinati ad autoconsumo industriale o comunità energetiche e fino al 10% per impianti al servizio di imprese energivore. Si stimano circa 7.750 ettari interessati su una Sau di circa 970.000 ettari.
Per le tutele, sono previste salvaguardie e divieti di semplificazioni nelle aree protette. I Comuni possono proporre soluzioni localizzative alternative entro 30 giorni per FV o agrivoltaico oltre i 30 MW; vicino a zone residenziali è prevista una fascia di rispetto di 30 metri e la possibilità di mascherature opportune.
Le aree idonee per ciascuna fonte includono: fotovoltaico su cave cessate, discariche dismesse e aree industriali/terziarie dismesse; eolico su siti già interessati dall’impianto; biomassa in aree industriali o dismesse non residenziali; idroelettrica su corsi d’acqua pubblici e reti irrigue; geotermia anche oltre le aree indicate dove esiste la risorsa. Le norme si applicano ai procedimenti avviati dalla data di entrata in vigore della legge.