• Nuova rotta UE su riscaldamento: tra strategie integrate e norme meno aggressive

    lunedì 22 dicembre 2025

    Nell’ultimo periodo circolano notizie di una presunta retromarcia della UE sulle pompe di calore. In realtà la Commissione non ha abbandonato l’idea di accelerare la transizione al riscaldamento elettrico: ha invece riformulato l’iniziativa spostandola in una cornice più ampia. La “Strategia europea sulle pompe di calore” è stata inglobata in una più ampia “Strategia Europea per il Riscaldamento e il Raffrescamento” che includerà anche teleriscaldamento, solare termico e altre tecnologie. L’uscita definitiva è attesa entro marzo/aprile, e la proposta sarà di carattere non normativo ma orientativo, con una roadmap per l’elettrificazione dei riscaldamenti nel contesto di obiettivi comuni.

    La motivazione di questo cambiamento è stata soprattutto politica: proteste di Stati membri poco inclini all’ecologia e pressioni di settori industriali interessati a una pianificazione settoriale meno rigida. L’idea è evitare un precedente che imponga un lavoro di programmazione per ogni tecnologia specifica. Così, la Commissione preferisce restare sul piano generale, lasciando ai singoli Stati la scelta di come applicare le misure, pur mantenendo centrale la spinta verso l’elettrificazione e la riduzione della dipendenza dal gas. La nuova strategia uscirà insieme a un Piano di Azione Europeo per l’Elettrificazione, e resta da definire cosa sarà inserito dove.

    Dal punto di vista normativo, il quadro resta favorevole alle pompe di calore e all’elettrificazione. La Direttiva sull’efficienza energetica impone piani comunali di decarbonizzazione per grandi comuni e vieta di conteggiare i risparmi derivanti dal passaggio da vecchie caldaie a condensazione come parte degli obiettivi nazionali. Inoltre, la Direttiva “Case green” prevede il divieto di finanziamenti pubblici a caldaie a gas e diesel e richiede piani nazionali da presentare entro il 2040 per eliminare i combustibili fossili nelle abitazioni. Anche qui, però, l’implementazione concreta è ancora in fase di definizione e non è detto che tutto avvenga in modo uniforme tra gli Stati.

    Sul fronte pratico delle norme tecniche, la Commissione ha proposto una versione finale edulcorata delle regole sull’Ecodesign e sull’etichettatura energetica degli apparecchi di riscaldamento. Le soglie di efficienza sono meno ambiziose rispetto al testo del 2023, permettendo la vendita di caldaie non condensanti quando le condensanti non sono possibili. Questo allontanerebbe l’obiettivo di eliminare le caldaie a combustibile, contrastando le indicazioni di JRC e IEA. L’etichetta energetica verrebbe rivista: le caldaie gas potrebbero finire in classi F o G. Entrambe le proposte sono in consultazione pubblica fino a fine gennaio.

    In sintesi, la realtà è complessa: non c’è una svolta rivoluzionaria, ma una riorganizzazione dell’approccio che mantiene la spinta verso l’elettrificazione e la decarbonizzazione. Il mercato e l’industria delle pompe di calore continueranno a fare pressione per evitare che le rinnovabili domestiche cadano nell’ombra, proseguendo la sfida contro la fossilizzazione delle abitazioni e delle infrastrutture di riscaldamento.