• Nuova governance energetica europea: obiettivi, investimenti e sfide

    venerdì 19 dicembre 2025

    La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica fino al 12 marzo 2026 per aggiornare la governance dell’Unione energetica e dell’azione climatica. L’obiettivo è rafforzare il mercato energetico interno e accelerare la transizione verso tecnologie pulite, trasformando i Piani nazionali per l’energia e il clima (Pnec) in piani di investimento per le rinnovabili.

    Una nuova proposta legislativa dovrebbe essere presentata entro la fine del 2026. Il regolamento rivisto punta a incentivare un’azione coordinata tra gli Stati membri per raggiungere gli obiettivi UE post‑2030 e a rafforzare la resilienza dell’Unione in caso di crisi.

    Le principali sfide riguardano la gestione della catena di approvvigionamento delle tecnologie pulite (costi, materie prime critiche, dipendenza dalla Cina); accelerare l’eliminazione dei combustibili fossili e delle relative sovvenzioni; sfruttare appieno il potenziale del mercato interno dell’energia.

    È necessaria una transizione ‘equa’ socialmente: combattere la povertà energetica, sostenere l’occupazione nei settori coinvolti e offrire formazione e riqualificazione professionale.

    Gli orientamenti politici 2024-2029 mirano a una vera Unione dell’energia. La revisione del regolamento cercherà di allineare il quadro alle priorità: accessibilità economica, competitività, decarbonizzazione e sicurezza energetica, oltre a semplificare pianificazione e rendicontazione e a favorire la digitalizzazione.

    La trasformazione dei Pnec in piani di investimento dovrà essere coerente con il quadro finanziario pluriennale UE 2028‑2034 e con altri settori strategici come industria, ambiente, transizione giusta, agricoltura, trasporti, resilienza climatica e politica macroeconomica.

    Finora l’UE registra significativi progressi nella transizione verso le rinnovabili e nel contenimento dei costi delle bollette, pur restando sfide: aumentare la quota di elettricità, rafforzare le reti e sviluppare l’industria europea delle tecnologie pulite. È necessario definire una politica chiara per le tappe future, anche in vista dei crediti internazionali CO2 nel quadro del 2040.