Nuova etichetta energetica per i data center nell’UE
venerdì 29 maggio 2026
La Commissione europea propone un sistema europeo comune per valutare la sostenibilità energetica dei centri dati. Non impone di utilizzare energia rinnovabile, ma rende le dichiarazioni più rigide e verificabili.
Il nuovo schema si basa sui dati energetici e ambientali forniti dagli operatori e raccolti in una banca dati europea. L’obiettivo è aumentare la trasparenza, facilitare confronti tra strutture nella stessa regione e guidare politiche pubbliche e acquisti di servizi digitali più sostenibili.
Se i centri dati usano Garanzie di Origine (GO) o contratti di fornitura di energia rinnovabile a lungo termine (PPA), dovranno dimostrare non solo l’origine rinnovabile, ma anche una correlazione più stretta tra produzione e consumo nello stesso periodo e nella stessa area di mercato.
Questo comporta una maggiore complessità per chi ha consumi costanti 24/7 e potrebbe influenzare i mercati anche senza un obbligo diretto di energia rinnovabile, passando da dichiarazioni annuali a rendicontazioni molto granulari, fino a intervalli di 15 minuti.
Si tratta della seconda tappa di un percorso avviato nel 2024: la banca dati e l’obbligo di indicare indicatori chiave sono già in vigore per centri oltre i 500 kW. L’adozione di una nuova etichetta è prevista nel secondo trimestre del 2026.
Secondo gli esperti, la riforma non impone subito quote rinnovabili uniformi, ma mira a rendere più stringenti i requisiti per GO e a spingere verso PPA più articolati, potenzialmente includendo contratti baseload e soluzioni multi-tecnologia con accumuli.
Il rafforzamento della granularità potrebbe favorire tecnologie capaci di spostare l’energia nel tempo, come batterie e idroelettrico regolabile, accanto al percorso di prossimità geografica tra produzione e consumo.
Una sfida resta l’equilibrio tra credibilità e liquidità: maggiore precisione riduce il rischio di greenwashing ma potrebbe frammentare il mercato dei GO e complicare i contratti. L’efficacia dipende anche da controlli efficaci a livello nazionale.
La normativa finale potrebbe essere adottata entro la fine dell’anno, dopo che Parlamento europeo e Consiglio esprimeranno il loro nulla osta, con attuazione prevista entro fine 2026.