• Nuova cornice regionale sulle aree idonee, oltre il Dl 175

    mercoledì 4 febbraio 2026

    L'Emilia-Romagna sta predisponendo un disegno di legge regionale sulle aree idonee che dovrà chiudersi entro marzo. Il testo si basa sul Ddl approvato dalla Giunta nel 2025, poi bloccato dalla sentenza del Tar Lazio sul Dm del 21 giugno 2024. L'obiettivo è colmare le lacune del Dl 175 a livello nazionale.

    Secondo l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi, il decreto del Governo è insufficiente perché non evita finti agrivoltaici e l’occupazione del suolo agricolo. La regione sta dunque riscrivendo una legge per correggere queste lacune e orientare le installazioni verso aree meno sensibili.

    A livello statale serve una legge chiara che indichi criteri precisi, indirizzando l’agrivoltaico verso cave dismesse e aree compromesse, evitando di intervenire sui campi che garantiscono cibo, biodiversità e prodotti Dop/Igp.

    Tra i nodi del Dl 175, secondo Mammi, ci sono l’ok al fotovoltaico lungo autostrade e zone adiacenti alle aree industriali (in regione potrebbero interessare centinaia di ettari) e una definizione poco precisa di agrivoltaico.

    La regione promette una legge regionale che tuteli produzioni agricole locali di eccellenza e zone di pregio, pur dovendo rispettare i paletti del Dl 175, cioè non introdurre divieti generalizzati alle rinnovabili e mantenere i limiti di superficie fissati a livello centrale.

    Il precedente Ddl sulle aree idonee prevedeva 2% di Sau comunale, con deroghe e un tetto regionale dell’1%; il Dl 175 propone invece un range 0,8-3% su base regionale. Per l’agrivoltaico si puntava al 90% della produzione sottostante (rispetto all’80% della normativa nazionale). Per l’eolico, le fasce di rispetto iniziali di 7 km scendono a 3 km con la nuova norma.

    Il Ddl 2025 identificava aree idonee soprattutto tra brownfield: tetti di edifici, parcheggi, cave dismesse, discariche, zone industriali, ferroviarie, portuali e aeroportuali; aree agricole entro 300 m dalle autostrade o 500 m dalle aree di pertinenza industriale; zone destinate a impianti di autoproduzione e autoconsumo.

    Resta aperta la possibilità che Regioni ricorrano alla Corte Costituzionale contro la normativa statale, aprendo nuove possibilità a sviluppi futuri (esempio Sardegna contro il Dl 175).