• Nuova cornice pugliese per le aree idonee alle rinnovabili

    mercoledì 11 marzo 2026

    La Giunta della Puglia ha approvato un disegno di legge che individua aree idonee aggiuntive rispetto alla normativa nazionale, limitandosi però a quelle strettamente indispensabili, considerato il volume già presente di iniziative nel settore.

    Tra gli elementi considerati figurano aree adiacenti ai centri di elaborazione dati entro 350 metri, se l’energia prodotta serve a alimentarli; siti universitari, parchi tecnologici, enti di ricerca pubblici e privati, a patto che l’energia venga utilizzata per il loro fabbisogno o destinata a comunità energetiche o all’autoconsumo.

    Sono incluse anche le aree retroportuali per autoconsumo, l’elettrificazione delle banchine e i servizi per l’utenza portuale; sono escluse invece installazioni eoliche con torre alta 100 metri o più, nonché biogas e biomasse.

    Il disegno prevede tutele per paesaggio e agricoltura: si considera di interesse pubblico prevalente preservare ulivi, produzioni agroalimentari di qualità (DOP, IGP, STG, DOC/DOCG, DE.CO.), produzioni tradizionali e metodi biologici.

    Se un intervento risulta industriale secondo il Prg/Pug ma non è adeguato al Pptr o si trova in un’Asi non infrastrutturata e ancora destinata all’agricoltura, prevale la classificazione paesaggistica: in pratica, il contesto reale può ridurre l’idoneità.

    Entro 180 giorni la Regione definirà aree agricole idonee e costituirà un tavolo con Anci e Upi per definire percentuali di Sau a livello comunale.

    È prevista una consultazione pubblica per i progetti di impianti da fonti rinnovabili: incontri tra proponenti, cittadini e Comuni, redazione di un rapporto conclusivo pubblicato all’albo e trasmesso all’autorità competente.

    Per accelerare la realizzazione, entro 60 giorni dal rilascio del titolo sono richieste due fideiussioni minime: 50 euro per kW per la realizzazione e 100 euro per kW per il ripristino; i cantieri devono chiudere entro 18 mesi, con proroghe solo per forza maggiore.

    L’assessore Eugenio Di Sciascio ha ricordato che la Regione vuole contrastare pratiche speculative di chi ottiene autorizzazioni per venderle ad imprese produttrici, puntando a una programmazione delle Fer più efficace.