• Nuova cornice per l’energia fotovoltaica nelle aziende agricole

    venerdì 6 febbraio 2026

    È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto Masaf che definisce la cornice di attuazione della Facility Parco Agrisolare. L’obiettivo è incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici in autoconsumo sui tetti di imprese agricole, zootecniche e agroindustriali, anche per favorire comunità energetiche rinnovabili.

    Il meccanismo della facility permette di impiegare i fondi del PNRR trasferendoli al Gestore dei servizi energetici (Gse). È stato siglato un accordo attuativo e, entro agosto 2026, Gse stipulerà le sovvenzioni giuridicamente vincolanti con i beneficiari. La dotazione complessiva è di 789 milioni di euro, di cui una quota non superiore a 16 milioni per oneri di gestione. Il 40% delle risorse è destinato al Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

    Le risorse saranno erogate come agevolazioni in conto capitale per nuovi progetti, selezionati tramite bandi che saranno emanati dal Masaf e attuati dal Gse. I bandi dovrebbero essere pubblicati entro febbraio. I progetti ammessi devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione. Il limite delle spese ammissibili per i pannelli è di 1.500 €/kWp, con possibili aggiornamenti dei costi ammissibili per sistemi di accumulo e per la ricarica elettrica della mobilità sostenibile in base ai prezzi di mercato.

    Durante la selezione sarà data priorità a progetti non beneficiari di finanziamenti precedenti del Parco Agrisolare e al soggetto proponente iscritto alla rete agricola di qualità (legge 116/2024). La Facility Parco Agrisolare è cumulabile con altri aiuti di Stato e de minimis, purché il cumulo non superi l’intensità massima prevista dalle norme vigenti (DM 211444/2023, art. 11).

    Il fotovoltaico sui tetti delle aziende agricole consente di ridurre i costi energetici, aumentare l’autonomia e offrire maggiore stabilità economica in una fase di volatilità dei prezzi. L’attenzione è rivolta alle coperture esistenti—tetti di capannoni, stalle e altri edifici produttivi—poiché non comportano consumo di suolo né modifiche sostanziali al paesaggio rurale. Questo profilo “low conflict” facilita l’accettazione locale e accelera l’installazione.