• Moduli FV nel 2026: rialzi e trasformazioni di mercato

    martedì 13 gennaio 2026

    I prezzi dei moduli importati in Europa dovrebbero salire nei prossimi mesi. Il rialzo è trainato da una ripresa dei prezzi in Cina, da costi a monte crescenti e da un’offerta meno flessibile.

    Nel 2025 i moduli TOPCon cinesi ≥600 Wp importati a 0,091 €/Wp FOB in Europa erano al minimo storico. Era una fase di sovraccapacità e concorrenza aggressiva che comprimette i margini.

    All’inizio del 2026 il mercato cinese è cambiato. Il CMM TOPCon FOB è salito a 0,0805 €/Wp; i prezzi domestici ex-works toccano 0,743 yuan/Wp, +9,4%.

    La curva forward segnala ulteriori aumenti: 0,0813 €/Wp nel secondo trimestre e 0,0822 €/Wp nel terzo e quarto trimestre 2026.

    La Cina ridurrà i rimborsi fiscali all’export per i moduli FV dal 1° aprile 2026, e per i prodotti legati alle batterie dal 2026 al 2027; questo alza i costi netti e potrebbe spingere i prezzi FOB.

    Produttori più piccoli potrebbero soffrire; i grandi operatori capitalizzati potrebbero guidare il mercato, con riequilibrio nel medio periodo.

    Anche i costi a monte aumentano: wafer N-type M10 + circa 14%, polisilicio mono premium + oltre 2%, e i costi della pasta d’argento erodono i margini.

    Per l’Europa, i moduli cinesi importati non dovrebbero scendere di molto nel breve. Si prevede un aumento dei costi landed; i moduli TOPCon DDP Europa si aggirano intorno a 0,095 €/Wp all’inizio di gennaio.

    La domanda europea resta solida, con installazioni elevate nel 2026. La domanda si sposta da tetti residenziali a progetti commerciali/industriali e a sistemi ibridi PV-accumulo.

    Per i produttori europei lo scenario resta complesso ma leggermente favorevole: i moduli regionali resteranno una nicchia con premio, e potrebbero emergere opportunità per tecnologie ad alta efficienza.

    In sintesi, nel 2026 i prezzi del solare tenderanno a stabilizzarsi, non a deflazionare; i benchmark cinesi si rafforzano, i costi a monte salgono e l’offerta diventa più disciplinata, ponendo fine alla compressione del 2025.

    L’analisi proseguirà con aggiornamenti futuri.”