Metalli chiave e sfide della produzione fotovoltaica entro il 2050
lunedì 14 settembre 2026
Entro il 2050 il fotovoltaico richiederà grandi quantità di rame, alluminio, silicio e indio. Secondo lo studio IEA PVPS, tra il 2025 e il 2050 il fabbisogno cumulato potrebbe essere: rame 145-280 Mt, alluminio 510 Mt-1,1 Gt, silicio di grado solare 60-120 Mt; per argento e indio 100-200 kt e 60-160 kt; per stagno 1-3 Mt. Le proiezioni si basano su una crescita della capacità PV da circa 3 TW nel 2025 a 13-17 TW nel 2035 e 29-63 TWp nel 2050 (fino a 75 TW).
Rame e alluminio guidano i volumi. Il rame potrebbe diventare il principale collo di bottiglia: circa 75% dei cavi e 13% degli inverter. A metà degli anni ’40 la domanda potrebbe arrivare a 7-15 Mt/anno, pari al 30-65% della produzione mineraria mondiale odierna. L’alluminio assorbe volumi molto alti, soprattutto per strutture di sostegno e telai; i telai in alluminio potrebbero scendere dall’84-93% odierno all’80% nel 2035 e al 60% nel 2050, con maggiore uso di acciaio e materiali compositi. Le stime sensibili indicano una domanda cumulata tra 450 Mt e 1,26 Gt.
Silicio, argento e indio cambiano traiettoria. Il silicio di grado solare potrebbe richiedere 3-6 Mt/anno entro il 2040, con wafer che scendono da 136 µm nel 2024 a 110 µm nel 2035. L’argento crescerà fino al 2030, poi calerà; la metallizzazione diventerà sempre più rame-centrata, riducendo l’impatto dell’argento. L’indio crescerà con tecnologie come eterogiunzione e perovskite-silicio; entro il 2040-2046 potrebbe superare le riserve stimate. Per contenere l’uso di indio, lo studio propone che entro il 2050 la quota resti sotto il 15% nello scenario alto e il 30% nello scenario basso.
Il riciclo arriverà tardi ma può alleggerire la domanda. Tra il 2025 e il 2030 si prevedono oltre 15 Mt di moduli a fine vita; tra 2030 e 2040 circa 131 Mt. I materiali presenti nei moduli dismessi tra 2025 e 2050 coprono circa il 15-20% della domanda cumulata. L’argento nei rifiuti potrebbe coprire il 30-45% della domanda cumulata al 2050; il rame recuperato potrebbe coprire dal 45% al 100% della domanda annua, se il riciclo fosse perfetto. L’attuale riciclo globale è circa il 10%; con politiche future potrebbe salire quasi al 20% entro il 2040 e, con obiettivi europei, recuperare circa il 68% della massa a fine vita.
In sintesi, la crescita del FV non comporta automaticamente una domanda proporzionale di tutti i materiali: la scala degli impianti, l’efficienza e l’innovazione tecnologica modulano la richiesta. Rame e alluminio restano centrali, mentre argento e indio dipendono dalle tecnologie adottate. Il riciclo è cruciale per la sostenibilità, soprattutto quando i moduli odierni raggiungeranno la fine del loro ciclo.