L’UE restringe i fondi ai progetti FV con inverter da fornitori a rischio
lunedì 27 aprile 2026
L’Unione Europea potrebbe non finanziare più impianti di energia solare che utilizzano inverter fabbricati in Paesi considerati a rischio, tra cui la Cina, soprattutto per motivi di cyber-sicurezza. Fonti di stampa citano Der Spiegel e indicano che Bruxelles avrebbe effettivamente imposto lo stop agli aiuti per tali progetti.
La misura riguarda i fondi erogati da strumenti europei come la Banca Europea per gli Investimenti e il Fondo Europeo per gli Investimenti. Il divieto potrebbe estendersi anche a inverter provenienti da Russia, Iran o Corea del Nord e a progetti nelle regioni vicine all’UE legate alla rete elettrica, come Nord Africa e Balcani occidentali. L’obiettivo è proteggere l’infrastruttura energetica europea dalle possibili vulnerabilità di sicurezza legate alla tecnologia degli inverter.
Christoph Podewils, segretario generale dell’Esmc, ha sottolineato che la decisione invia un chiaro segnale sulla sicurezza delle infrastrutture critiche: gli inverter sono centrali negli impianti solari e di accumulo e, essendo connessi a Internet, possono diventare una porta d’accesso agli attacchi informatici.
Un’indagine Esmc tra i principali produttori occidentali mostra che l’Europa dispone di una capacità di inverter superiore a 100 GW/anno, con ulteriori 45 GW previsti nei siti esistenti entro il 2027. Considerando anche la produzione occidentale fuori dall’UE, ci sarebbero almeno 26 GW in più, con potenziale di 36 GW, sufficienti per alimentare tutti i segmenti del mercato fotovoltaico, inclusi gli impianti sul tetto.
Secondo Wood Mackenzie, i progetti residenziali e piccoli impianti commerciali che impiegano inverter occidentali comportano costi aggiuntivi contenuti tra l’1,7% e il 4,3% del costo totale, mentre per grandi progetti utility-scale l’extra costo potrebbe essere inferiore al 2% in mercati come Germania e Spagna.
L’Esmc invita quindi gli Stati membri e gli enti pubblici di finanziamento ad applicare coerentemente la decisione della Commissione e ad allineare i programmi di sostegno esistenti. Allo stesso tempo, la Commissione europea ha presentato il 20 gennaio un pacchetto sulla cyber-sicurezza, includente il Cybersecurity Act 2, volto a ridurre i rischi legati a forniture ICT considerate critiche. Dei 350 GW di inverter fotovoltaici spediti in Europa tra il 2015 e il 2023, circa 225 GW provenivano da aziende cinesi, di cui 114 GW dalla Huawei. Di qui l’idea di istituire liste di fornitori inaffidabili con potenziali restrizioni o esclusioni dei loro prodotti.