• Linee guida italiane per i 14,4 miliardi: energia, resilienza e transizione

    lunedì 5 ottobre 2026

    Il governo userà 14,4 miliardi di euro per l’energia nel 2027-2028 sfruttando la flessibilità prevista dalle regole fiscali europee. L’obiettivo è aumentare la resilienza energetica e contenere i costi, con una quota pari a 0,3% del PIL all’anno per il periodo, accompagnata da una somma analoga per la difesa: in totale fino a 0,6% del PIL annuale.

    Interventi chiave indicati: potenziamento del fotovoltaico, una nuova Energy Release, rafforzamento della produzione idroelettrica e promozione del biometano. Per le pubbliche amministrazioni si prevedono interventi di efficientamento energetico e diffusione delle rinnovabili negli edifici pubblici (Ssn, scuole, università e impianti sportivi). In ambito trasporti, investimenti nelle infrastrutture ferroviarie e misure per incentivare il trasporto pubblico, soprattutto per gli studenti. Per le famiglie la definizione resta incerta, ma si valuta un Ecobonus al 65% per abitazioni principali su interventi come isolamento, sostituzione di infissi e pompe di calore; attualmente l’Ecobonus è al 50% per le case principali nel 2026 e al 36% per le altre, con possibili cambiamenti nel 2027.

    La flessibilità deriva dall’estensione della National Escape Clause (Nec), che consente di deviare temporaneamente dal percorso di spesa concordato. La Commissione Europea ha fissato un tetto di 0,3% del PIL all’anno (2026-2028) e 0,6% cumulato. Possono rientrare spese correnti e investimenti che riducono il fabbisogno di combustibili fossili, aumentano produzione e distribuzione di energia pulita o rafforzano la resilienza energetica; interventi di semplice calmieramento dei prezzi sono esclusi. Tra le linee ammissibili vi sono efficienza, elettrificazione, produzione/stoccaggio di energia, reti e sistemi di flessibilità, infrastrutture di ricarica, idrogeno e decarbonizzazione dell’industria; il nucleare è considerato potenzialmente ammissibile a livello comunitario, ma non figura tra le misure italiane.

    Nel quadro europeo, nel 2026 i governi hanno speso quasi 18 miliardi di euro per contrastare il caro energia: 25 stati membri hanno complessivamente destinato 17,9 miliardi. La Commissione invita a privilegiare aiuti mirati alle fasce vulnerabili e a spostare le risorse verso interventi strutturali, come reti elettriche e una fiscalità meno pesante sull’elettricità rispetto al gas, per sostenere a lungo termine la decarbonizzazione.