L’energia solare come pilastro della sicurezza energetica UE
martedì 21 luglio 2026
Dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, la produzione elettrica degli impianti fotovoltaici nei 27 Stati membri ha permesso all’UE di risparmiare circa 20 miliardi di euro in importazioni di gas. In 137 giorni (1° marzo - 15 luglio) il FV ha evitato l’acquisto di miliardi di metri cubi di gas, rafforzando la sicurezza energetica e proteggendo i consumatori dall’aumento dei costi. Il risparmio medio quotidiano è di circa 146 milioni di euro.
A giugno, il fotovoltaico ha generato il 25% dell’energia elettrica UE, diventando la prima fonte di produzione davanti a nucleare e gas. La crisi geopolitica ha rafforzato l’importanza delle rinnovabili per la sicurezza energetica, e le restrizioni al traffico nello stretto di Hormuz hanno aumentato la domanda di impianti solari, batterie e altre tecnologie pulite.
Dall’invasione dell’Ucraina, il FV è diventato chiave per sostituire parte delle importazioni di gas russo: nel 2022 l’UE ha aggiunto 41,4 GW di FV; nel 2023 la produzione da fossili è scesa del 19% e le rinnovabili hanno raggiunto il 44% del mix. Nel 2024 la generazione FV ha superato quella da carbone (304 TWh vs 269 TWh). Le importazioni di gas dalla Russia sono scese dal 45% nel 2021 al 12% nel 2025 (da 152 bcm a 36 bcm). Tra il 2021 e il 2025 l’UE ha installato 260 GW di rinnovabili, oltre l’80% dei quali FV, con un risparmio stimato di 5,6 miliardi di euro nel gas usato per la produzione nel 2025.
Negli ultimi cinque anni l’eolico e il fotovoltaico sono cresciuti di oltre il 50%, portando le rinnovabili al 30% dell’approvvigionamento elettrico UE nel 2025, davanti ai fossili. Le politiche future dovrebbero riconoscere il FV come infrastruttura strategica, da integrare con accumulo, reti moderne e strumenti di flessibilità.