La leadership nel mercato dei tracker fotovoltaici si fonda sull’eccellenza
martedì 10 febbraio 2026
Wood Mackenzie ha analizzato 24 produttori leader di tracker fotovoltaici. Nel primo semestre 2025 il 99% delle spedizioni mondiali proviene da aziende di Grado A, che superano almeno cinque dei otto criteri prestazionali: aderenza a ESG e CSR (30%), servizio post-vendita e garanzia (15%), ricerca e sviluppo (15%), stabilità della catena di fornitura (15%), utilizzo della capacità produttiva (10%), certificazioni di terze parti (5%), condizioni finanziarie (5%), esperienza di produzione (5%).
In vetta alla classifica c'è NextPower (USA), seguita da Trina Tracker (Cina) e Array (USA). Al quarto posto PV Hardware (Spagna). In fondo alla graduatoria restano le posizioni inferiori.
L’analisi evidenzia che l’aderenza alle migliori pratiche del settore è la principale chiave di differenziazione. Il mercato è guidato da gruppi che combinano capacità produttiva e innovazione ingegneristica; il vantaggio competitivo non dipende solo dal volume delle spedizioni, ma anche da iniziative ESG, dalla qualità del servizio e da catene di fornitura resilienti.
Sei dei primi dieci hanno rating EcoVadis bronzo o superiore, collocandosi tra il 30% delle aziende più sostenibili a livello globale; i top player hanno standard severi di assistenza post-vendita e garanzia per mitigare i rischi dei clienti.
Per ridurre i rischi commerciali, i produttori diversificano geograficamente e adottano assemblaggio regionalizzato per gestire volatilità dei prezzi dell’acciaio, incertezze politiche e interruzioni logistiche. Questo è particolarmente evidente tra le aziende cinesi che offrono servizi di manutenzione e gestione operativa (O&M), presenti in quattro delle prime dieci posizioni.
In tutti i primi dieci c’è innovazione: investimenti in sistemi di controllo integrati con intelligenza artificiale o in materiali ad alta resistenza.
Anche la solidità finanziaria è rilevante: otto dei primi dieci hanno registrato una crescita di fatturato nel 2024; le aziende quotate mostrano trasparenza e stabilità elevate.
Nell’elenco Grado A compaiono otto aziende cinesi, cinque spagnole, quattro statunitensi e due tedesche. Nessuna italiana tra i Grado A, sebbene l’Italia faccia progressi con progetti come Italian Green Factory in Campania.