La fuga dei talenti tecnici rallenta la transizione energetica
lunedì 11 maggio 2026
La carenza di tecnici, ingegneri e project manager è un collo di bottiglia spesso sottovalutato: anche una sola figura mancante per mesi può costare centinaia di migliaia di euro, perché ritardi ai progetti si traducono in costi crescenti.
Oltre a permessi, rete e costi, la manodopera qualificata è un ostacolo chiave: secondo Excelsior 2025, i Green Jobs hanno difficoltà di reperimento al 53,4%, contro il 43,7% delle professioni non-green. Alcuni profili operativi sono particolarmente richiesti, come elettricisti con competenze green, tecnici di gestione cantieri e tecnici delle costruzioni.
Uno studio di The European House – Ambrosetti, Anie Confindustria e Intesa Sanpaolo segnala che il 75% delle imprese del settore elettrotecnico ed elettronico segnala carenze significative di competenze tecniche. Le conseguenze: il 69% ha rallentato o sospeso progetti; il 29% ha perso opportunità di mercato.
Fer X prevede 17,65 GW di nuova capacità. 14,65 GW sono in procedure competitive e 3 GW in accesso diretto per impianti fino a 1 MW. Entro 36 mesi dall’approvazione delle graduatorie, entro dicembre 2028, gli impianti ammessi devono entrare in esercizio. La mancanza di PM, ingegneri e tecnici può rallentare i tempi.
GrowIn evidenzia che la domanda di profili green cresce più dell’offerta: l’8% contro il 4%, con un rapporto di 2 a 1. I lavoratori con competenze green hanno tassi di assunzione elevati e la Gen Z mira a carriere legate alla transizione.
Costi stimati: secondo Cost of Vacancy, una posizione scoperta costa circa 119mila euro per un Site Engineer junior e 324mila per un Project Manager EPC senior, supponendo 14 settimane senza copertura. Sono stime indicative, non benchmark.
Le penali Fer X aggravano la situazione: per un impianto da 10 MW, 12 mesi di ritardo possono far perdere circa 647.000 euro di Tariffa, fino a 941.000 euro al tetto di 15 mesi; oltre, scatta la decadenza e l’escussione della cauzione.
Soluzioni possibili: reskilling da Oil&Gas, automotive e manifattura; ITS Academy con alta occupazione (84%) ma iscrizioni ancora basse; strumenti pubblici come Fondo Nuove Competenze e Transizione 5.0; infine employer branding per attrarre talenti, attività portata avanti anche da GrowIn.