• Jet sintetico: l'Europa verso l'autosufficienza energetica nell'aviazione

    venerdì 10 aprile 2026

    La crisi energetica provocata dal conflitto in Medio Oriente ha spinto i costi del jet-fuel: prezzo medio oltre 200 dollari al barile, forti oscillazioni e incertezza per l’estate. Molti voli potrebbero essere cancellati e i biglietti diventare più cari; i governi valutano soluzioni per ridurre la dipendenza dal fossile.

    Una opzione sono gli e-Saf, carburanti sostenibili di tipo avanzato per l’aviazione. Vengono prodotti con Power-to-Liquid usando elettricità verde per ottenere idrogeno dall’acqua e CO2 catturata per generare idrocarburi liquidi.

    Secondo Transport & Environment, una maggiore produzione europea di e-Saf potrebbe stimolare occupazione, crescita economica e sicurezza energetica. Per raggiungere gli obiettivi della normativa ReFuelEU Aviation entro il 2030 servirebbero circa nove impianti da 75.000 tonnellate all’anno. Le quote minime prevedono 2% dal 2025, 6% dal 2030, circa 1,2% di carburanti sintetici nel 2031, 2% tra il 2032 e il 2034 e fino al 70% dal 2050 con almeno il 35% di e-Saf.

    In Gran Bretagna il Saf Mandate impone inizialmente 2% nel 2025, salendo al 10% nel 2030 e al 22% nel 2040.

    Al momento non ci sono impianti e-Saf su scala commerciale; il rischio di offerta insufficiente entro il 2030 è alto. I costi di produzione possono essere fino a 12 volte superiori a quelli del cherosene convenzionale.

    Opportunità industriali: un impianto richiede circa 2 miliardi di euro di investimenti diretti; includendo energia rinnovabile, fino a 4 miliardi. L’85% degli investimenti potrebbe rimanere in Europa, sfruttando eolico, elettrolizzatori e infrastrutture esistenti. Gli impianti potrebbero generare circa 20 miliardi di valore aggiunto e circa 1,5 miliardi di euro all’anno; durante la costruzione impiegherebbero oltre 3.000 persone e, in fase operativa, circa 500 occupati per impianto.

    Entro il 2050 la catena del valore potrebbe creare decine di migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, contribuendo a una transizione della forza lavoro. Produrre e-Saf in Europa ridurrebbe la dipendenza dalle importazioni di cherosene e offrirebbe vantaggi rispetto ai biocarburanti, grazie all’uso di elettricità verde e CO2 catturata e a una minore pressione sulle risorse biomasse europee.