Iperammortamento 2026: incentivi per impianti fotovoltaici in autoconsumo aziendale
martedì 24 febbraio 2026
Con la legge di Bilancio 2026 l’iperammortamento torna strumento chiave per modernizzare tech e transizione energetica nelle imprese, incentivando beni strumentali avanzati e impianti di autoproduzione di energia da rinnovabili.
La disciplina è nei commi 427-436 dell’art. 1 della legge e viene attuata da un decreto interministeriale Mimit-Mef, ancora in bozza. La gestione operativa è affidata al Gse, che coordina accesso e controlli.
L’iperammortamento aumenta il costo di acquisizione dei beni agevolabili: i benefici sono distribuiti lungo l’ammortamento. Le maggiorazioni sono: fino a 2,5 mln, 180%; tra 2,5 e 10 mln, 100%; tra 10 e 20 mln, 50%.
Beneficiari: imprese; esclusioni per liquidazioni, fallimenti e interdizioni; investimenti ammessi tra 1/1/2026 e 30/9/2028; l’avvenuta acquisizione dipende dal tipo di bene. Gli impianti FV in autoconsumo sono agevolabili se nuovi, non venduti, e interconnessi al sistema aziendale.
Per l’autoconsumo anche a distanza, i beni per autoproduzione e sistemi di accumulo sono ammessi; esclusi gli impianti non destinati all’autoconsumo. Ai sensi del comma 429, sono agevolabili impianti a distanza con linea diretta fino a 10 km tra sito di produzione e consumo.
Moduli FV ammessi: solo tecnologia UE. Richieste: celle prodotte in UE con efficienza cella ≥23,5%, oppure moduli UE con celle bifacciali ad eterogiunzione o tandem con efficienza ≥24%.
Cumulo con altri incentivi: attualmente è previsto che l’iperammortamento sia cumulabile con altre agevolazioni nazionali ed europee che coprano costi diversi e senza superare il costo totale; tuttavia l’interpretazione resta incerta e serve chiarimento ufficiale.
In sintesi, l’iperammortamento 2026 può supportare investimenti e innovazione, ma resta da chiarire l’interpretazione e la cumulabilità con altri incentivi.