• Investimenti energetici e piano climatico: misure in discussione

    mercoledì 5 agosto 2026

    Il Governo ha spiegato in Parlamento che la clausola Nec, flessibilità temporanea del Patto di stabilità, permette un incremento della spesa per l’energia di circa lo 0,6% del PIL nel triennio 2026-2028, con un picco dello 0,9% per sicurezza-difesa. L’obiettivo è coordinare tali interventi con il Piano sociale e clima approvato dal Consiglio dei ministri, focalizzato su sicurezza energetica, transizione e ambiente, con circa 14 miliardi di euro di nuovo debito previsto.

    La Commissione europea ha autorizzato la Nec, vincolando i fondi a sicurezza energetica e transizione, escludendo misure generalizzate di sostegno a consumi o ai combustibili fossili. Il Governo prevede di coinvolgere preventivamente il Parlamento e poi Bruxelles per definire un piano 2026-2028 che possa interessare famiglie, imprese, infrastrutture energetiche e settore pubblico.

    Le proposte di Ecco Climate includono: incremento del Conto Termico 3.0; rafforzamento dell’Ecobonus per l’efficienza energetica; ampliamento del Piano Casa per l’edilizia pubblica; sviluppo di interventi di efficienza energetica abitativa nelle periferie; incentivazione dell’elettrificazione industriale; sostegno alla domanda di mezzi elettrici e al potenziamento della rete di ricarica.

    Il Piano sociale per il clima, coordinato con la Nec, è stato approvato il 4 agosto. Mira a mitigare gli impatti socio-economici dell’estensione ETS ai carburanti e ai trasporti; prevede misure a sostegno di famiglie, microimprese e utenti vulnerabili, articolate in quattro assi: riqualificazione energetica di edifici pubblici e Erp; estensione del bonus gas sociale; sviluppo di servizi di mobilità e hub nelle aree svantaggiate; Il mio conto mobilità con portafogli digitali per il trasporto pubblico. Le risorse ammontano a 9,3 miliardi di euro, indicate dalla legge di Bilancio per i settori casa, povertà energetica e mobilità.

    Infine, il CdM ha approvato un decreto di attuazione della direttiva sull’aria e un Ddl di delega all’UE 2026 per allineare l’ordinamento nazionale a 20 direttive e 7 regolamenti. Le misure interessano tutela dei consumatori, salute, suolo, impresa, vittime di reato, lavoro forzato, sicurezza dei prodotti, IA, servizi digitali, mercati finanziari e ambiente. Prevedono limiti più stringenti per inquinanti (PM2,5, PM10, NO2, SO2) secondo l’OMS, migliore monitoraggio e strumenti di valutazione, e piani aria locali da adottare entro scadenze; rafforzano l’informazione al pubblico sui rischi e le azioni utili.