Investimenti e accumulo: la spinta reale della transizione energetica
lunedì 16 febbraio 2026
Le stime indicano che la temperatura media della Terra potrebbe superare 1,5°C entro il 2030; nel 2025 il contenuto di calore degli oceani è ai massimi storici. Gli oceani assorbono oltre il 90% del riscaldamento antropico, rendendo l’emergenza climatica estremamente grave.
Nonostante questi segnali, l’attenzione sull’emergenza climatica è diminuita. A Davos sei anni fa Larry Fink chiedeva una radicale riorganizzazione della finanza per la transizione; oggi molte alleanze Net-Zero e impegni di Wall Street sono in gran parte falliti, complici guerre e cambi di politica.
I flussi di capitale verso sostenibilità si sono contratti: nel 2024 esiti ESG netti di 32 miliardi, nel 2025 disinvestimenti di 57,5 miliardi. Molte aziende si erano iscritte senza comprendere cosa firmassero; il fossile continua a spingere lobbying.
Un nuovo dirigente dell’EPA ha parlato di abbassare il costo della vita, di liberare l’energia e di riportare posti di lavoro nel settore automobilistico. Nel frattempo Tesla ha riformulato la propria missione; si osserva una frattura tra l’ideale di transizione e la retorica della crescita.
Questa dinamica ha impattato l’auto: Ford ha registrato una perdita notevole per adeguarsi, mentre Tesla ha perso leadership nelle vendite di veicoli elettrici. In Europa la spinta verso la mobilità sostenibile continua, nonostante alcune incognite.
A livello europeo la trasformazione energetica procede e si rafforza la generazione rinnovabile. Secondo Starace, l’Europa continua ad aggiungere 50-60 GW di rinnovabili all’anno e ora si installano anche batterie; nel 2024 le rinnovabili hanno rappresentato il 47,5% del consumo lordo di elettricità, e nel 2025 solare e vento hanno fornito circa il 30% della produzione, con il fotovoltaico primo fornitore dell’elettricità nell’UE a giugno 2025 (22%).
L’UE ha deciso di vietare l’import di gas russo entro il 2027, con opposizioni residue. Tuttavia l’import di gas statunitense resta consistente: nel 2025 oltre il 25%, con proiezioni fino al 40% entro il 2030. Per ridurre la dipendenza, è necessario accelerare rinnovabili, sistemi di accumulo ed efficienza energetica, ad esempio con l’uso ampio delle pompe di calore nel settore civile.