• Inverter sotto controllo: USA restringono l'accesso estero, l’Europa valuta restrizioni

    venerdì 31 luglio 2026

    Negli Stati Uniti la FCC ha inserito gli inverter prodotti all’estero nella 'Covered List' e, dal 28 luglio, i modelli non fabbricati negli USA non ottengono automaticamente l’autorizzazione. Per essere considerati nazionali devono contenere almeno il 65% di contenuto statunitense, soglia destinata a salire al 75% nel 2029. La motivazione è la vulnerabilità delle catene di fornitura e i rischi di connettività: potrebbero spegnersi da remoto, raccogliere dati o facilitare attacchi informatici.

    Il blocco riguarda solo i modelli non ancora approvati; i dispositivi già acquistati restano in vendita e i rivenditori possono continuare a vendere quelli autorizzati in precedenza. Le esenzioni sono possibili tramite il Department of Defense o il Department of Homeland Security, se l’apparecchio non presenta rischi accettabili.

    Gli effetti sull’offerta e sui prezzi restano incerti. Alcuni analisti prevedono uno spostamento graduale verso nuovi modelli; un’indagine DOE non ha trovato apparecchi malevoli tra i modelli esaminati, ma la decisione si basa su un rischio potenziale.

    Anche in Europa le regole sono in fase di definizione. La Commissione ha annunciato restrizioni ai finanziamenti UE per progetti solari, eolici e di accumulo che usano inverter da Paesi ad alto rischio (Cina, Russia, Iran, Corea del Nord); non è ancora chiaro se ci sarà un divieto generale. L’applicazione diretta potrebbe riguardare soprattutto progetti utility-scale sostenuti da fondi comunitari.

    Secondo l’IEA, l’Europa potrebbe coprire la domanda interna nel medio termine con circa 104 GWac di capacità produttiva e oltre 53 GWac disponibili. Tuttavia esistono ritardi e rincari: una quota importante della produzione europea dipende da inverter importati dalla Cina. Il sovrapprezzo medio stimato è di 12 €/kW per passare a produttori europei, circa il 75% del costo dell’inverter e meno del 2% del costo totale del progetto; 3-4% per stringhe residenziali/commerciali e fino all’8% per ibridi o microinverter.