• Inverter fotovoltaici: sfide, dipendenze e scenari di mercato

    mercoledì 18 febbraio 2026

    Il mercato degli inverter fotovoltaici utility-scale è destinato a fluttuare nei prossimi anni. I fattori chiave sono i cambiamenti normativi, i rischi legati alla cybersicurezza, la concorrenza tra produttori e le dinamiche geopolitiche. Il PV InverterTech Bankability Ratings Report segnala un futuro incerto a causa delle politiche che colpiscono i marchi cinesi, principali produttori globali, capaci di influenzare catene di fornitura e strutture di prezzo.

    L’Unione Europea ha presentato Cybersecurity Act 2 per ridurre i rischi nelle forniture ICT considerate critiche. Per gli inverter, l’UE evidenzia una dipendenza elevata da fornitori ad alto rischio. Tra il 2015 e il 2023 sono stati spediti 350 GW di inverter in Europa; 225 GW (64%) provenivano da aziende cinesi, tra cui Huawei per 114 GW. La Commissione propone liste di fornitori poco affidabili e restrizioni potenziali.

    Huawei e Sungrow guidano la bancabilità e hanno oltre il 50% della quota globale, mantenendo un rating AAA. Le normative che colpiscono i prodotti cinesi potrebbero aprire spazio a marchi europei. SMA Solar, oggi rating B, ha margini operativi negativi nel 2024-2025 ma sta investendo nell’espansione produttiva e in una ristrutturazione per tagliare costi e migliorare l’efficienza, non senza costi nel breve periodo.

    Le aziende europee, tra cui Fronius, affrontano una forte concorrenza cinese che mette a rischio profitti e occupazione. Negli Stati Uniti, l’eliminazione graduale dei crediti d’imposta previsti dall’Inflation Reduction Act crea costi e incertezza per gli sviluppatori solari.

    La metodologia del rapporto combina punteggi finanziari e produttivi per stabilire la bancabilità. Si usa una versione modificata dell’Altman-Z per valutare la salute finanziaria, integrata da parametri di produzione. Il punteggio finale classifica le aziende in fasce di rating, con AAA riservato ai soggetti più solidi.

    In sintesi, ci attendono cambiamenti significativi nei prossimi dodici mesi: scelte di approvvigionamento, valutazione di fornitori cinesi, possibili ristrutturazioni e nuove strategie europee e statunitensi per la gestione della domanda e della sicurezza.