Inverter fotovoltaici: leadership globale e orizzonti 2025-2026
venerdì 9 gennaio 2026
Secondo Wood Mackenzie, Huawei e Sungrow guidano la classifica H1 2025, con la Cina che occupa cinque delle prime dieci posizioni. Seguono SMA e Fronius (terzo e quarto), TMEIC (Giappone), SolarEdge (Israele) ed Enphase (USA). In totale, 23 produttori guidano sette Paesi e rappresentano circa il 90% dei volumi 2024, valutati su otto criteri (ESG, assistenza, R&D, supply chain, capacità, certificazioni, finanza, esperienza).
Il panorama è guidato da una rete di produttori eterogenei che combinano scalabilità e innovazione; il vantaggio competitivo non è più solo nel volume, ma anche nelle competenze ESG, nella qualità del servizio e nella stabilità della catena di fornitura.
Un segnale chiaro è l’affermazione ESG: sei tra le prime dieci hanno EcoVadis Silver o superiore, posizionandosi tra i 15% più sostenibili a livello globale. Inoltre, tutti i primi dieci offrono garanzie di 20 anni o più.
L’innovazione resta chiave: otto dei dieci reinvestono oltre il 6% del fatturato in R&D, spingendo digitalizzazione, tecnologie di conversione e cicli di aggiornamento più rapidi, e ampliando il portafoglio brevetti. Quattro top ten hanno una copertura produttiva globale (Cina, Europa, India, USA, Sud-est Asiatico e Israele).
Le aziende puntano a una diversificazione geografica per mitigare i rischi, con strategie di assemblaggio regionalizzate che rispettano contenuto locale e riducono le barriere all’importazione, mantenendo però l’affidabilità della fornitura.
Il mercato potrebbe contrarsi nel breve: -2% nel 2025 e -9% nel 2026, dopo il picco del 2024. Cause principali: saturazione di alcuni mercati, incertezze regolatorie e pressione sui prezzi lungo l’intera filiera.
Guardando avanti, la competizione si sposta su integrazione con sistemi di accumulo, repowering e retrofit, servizi di rete, architetture a 2.000 volt e cybersecurity. I prezzi continueranno a scendere: inverter utility-scale cinesi sotto 0,02 $/Wac sul mercato domestico, e modelli centralizzati potenzialmente vicini a 0,01 $/Wac entro il 2034. Anche gli ibridi vedranno ribassi; gli MLPE mostrano differenze regionali (USA cost >50% rispetto alla media globale).
Infine, l’attenzione su cybersecurity e accesso remoto sta entrando nel dibattito politico USA ed Europa, con possibili effetti sulla concorrenza tra produttori domestici e stranieri già a partire da quest’anno.