• Industrie europee chiedono una riforma dell’Ets per equilibrare decarbonizzazione e competitività

    venerdì 10 luglio 2026

    Le associazioni Confindustria, Bdi e Medef hanno unito le forze per chiedere alla Commissione Ue una riforma dell’Ets, presentando sei priorità da includere nella prossima proposta prevista per il 17 luglio, volte a rendere il mercato credibile, tecnologicamente realistico e favorevole agli investimenti.

    Uno studio dell’Università di Milano Bicocca, citato nel documento, indica che la riduzione delle emissioni è in parte dovuta a una minore attività produttiva: tra 2013 e 2024 il numero di impianti soggetti all’Ets è sceso del 14,6%. Meno produzione non equivale automaticamente a decarbonizzazione.

    L’industria affronta costi energetici elevati, concorrenza globale e incertezze geopolitiche, con notevoli bisogni di investimenti per la decarbonizzazione. Tecnologie chiave come l’idrogeno pulito e la cattura/stoccaggio non sono ancora economicamente competitive.

    I sei punti includono: allineare l’Ets alla realtà industriale e rivedere il Fattore lineare di riduzione per evitare carenze di quote prima che le soluzioni siano disponibili; rivedere la Market Stability Reserve per ridurre fluttuazioni ingiustificate e migliorare la risposta agli shock di prezzo.

    Protezione dal carbon leakage: potenziare il CBAM, estendendolo a più settori e prodotti trasformati, e mantenere un regime europeo per i costi indiretti oltre il 2030. I ricavi dell’Ets dovrebbero essere destinati a decarbonizzazione, competitività e trasformazione industriale.

    Il quadro finanziario dovrebbe includere un Fondo europeo per la competitività, un Innovation Fund potenziato e una Banca europea per la decarbonizzazione industriale, con investimenti tecnologicamente neutrali come CCUS, elettrificazione e idrogeno.

    Infine si chiedono meccanismi di flessibilità post-2030 e crediti di carbonio ad alta integrità (articolo 6), oltre al riconoscimento degli assorbimenti permanenti di carbonio e delle soluzioni nazionali di cattura e stoccaggio. L’obiettivo è un Ets che stimoli la transizione senza diventare una tassa ambientale regressiva.