Impianti e rendita catastale: guida all’aggiornamento
martedì 9 giugno 2026
Una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la n. 21/E del 5 giugno 2026, chiarisce come valutare la dotazione impiantistica (impianti fotovoltaici, accumuli, solare termico e altri impianti, anche comuni) ai fini degli aggiornamenti catastali, sia dopo i lavori agevolati con il Superbonus sia per altri interventi edilizi.
Il documento nasce dalle richieste di chiarimenti dopo le lettere di compliance inviate ai contribuenti che non hanno presentato gli atti di aggiornamento, come previsto dalla legge di bilancio 2024 (art. 1, commi 86-87) per controllare la dichiarazione di aggiornamento.
Cuore del testo è la dotazione impiantistica: va valutata caso per caso, considerando quanto l’intervento incide sulla redditività ordinaria e sulla corretta classificazione catastale.
Il metodo: si confronta il valore catastale ante intervento (rendita catastale x moltiplicatore) con il valore post, che include anche il valore medio infracensuario dei nuovi impianti all’epoca censuaria. Se l’intervento è stato realizzato in più fasi, si considera la dotazione attuale.
Se interessano più immobili, va ripartito il valore degli impianti comuni tra le unità. Le dichiarazioni si fanno con Docfa; la relazione tecnica deve descrivere gli interventi e le caratteristiche principali, come potenza.
Se, dopo l’intervento, l’immobile non rientra nelle categorie previste, si può indicare una proposta di nuova categoria nella relazione tecnica, motivandola. Docfa non permette di scegliere una classe diversa dalla tariffa della zona; la rendita finale è decisa dall’Ufficio provinciale-Territorio.