• Il costo pubblico della mancata transizione climatica

    giovedì 26 febbraio 2026

    L’Ufficio parlamentare di bilancio pubblicherà in primavera uno studio sugli effetti del cambiamento climatico e delle politiche di transizione ecologica sulla spesa dello Stato.

    Secondo Lilia Cavallari, se non saranno fatti ulteriori sforzi, con temperature che salgono fino a 3°C entro il 2050, gli eventi meteo estremi peseranno sul bilancio per circa il 5% del Pil nei prossimi 25 anni, rispetto allo 0,2% di oggi.

    In uno scenario attivo, capace di contenere l’aumento a 1,5°C, la spesa salirebbe allo 0,9% del Pil entro il 2050.

    L’anticipazione è stata data al convegno alla Camera sul ruolo delle partecipate nella transizione, organizzato da Ecco e Asvis. In aprile dovranno essere nominati i vertici di Enel, Eni, Terna e Snam.

    Matteo Leonardi, cofondatore di Ecco, ha detto che il Governo deve rafforzare i meccanismi di governance e guidare le partecipate verso investimenti coerenti con la transizione energetica, per gestire rischi economico-finanziari e tutelare l’interesse pubblico.

    Durante l’evento è emerso che le strategie industriali non possono basarsi su infrastrutture fossili che rischiano di diventare stranded assets; è criticata la direzione del gas e del Dl Bollette, chiedendo quale interesse difendere: fossile o collettività?

    Enrico Giovannini, di Asvis, ricorda che l’Italia è in ritardo sugli obiettivi di transizione e resta dipendente dall’estero, con costi alti che frenano competitività e aumentano la povertà energetica; le partecipate hanno un ruolo insostituibile nel guidare la transizione.

    Olga Cuccurullo, dirigente del Mef, sottolinea che la transizione è centrale anche sul piano CSR e che il Ministero accompagna le partecipate attraverso il rating di sostenibilità.

    Renato Mazzoncini, di A2A, propone piani decennali e l’obbligo di dichiarare obiettivi CSR; i mercati chiedono risposte rapide, ma la finanza è uno strumento, non un fine.

    Infine, Giovannini propone una lettera di mandato vincolante per i nuovi amministratori delle partecipate, come avviene in altri Paesi.