IEA e geopolitica energetica: una nuova priorità spinta dagli USA
lunedì 23 febbraio 2026
Gli Stati Uniti hanno guidato una svolta nell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA), imponendo che il cambiamento climatico perda importanza tra le priorità principali. L'attenzione si sposta su sicurezza energetica, resilienza, minerali essenziali e sistemi elettrici a livello globale.
Il pressing è stato guidato dal Segretario Usa all’Energia, Chris Wright, che ha criticato l’orientamento verso le rinnovabili e ha minacciato tagli ai finanziamenti americani, che rappresentano circa il 14% del sostegno all’IEA.
Dopo il vertice di Parigi con ministri di oltre 50 Paesi, l’IEA ha pubblicato una nota in cui la lotta al cambiamento climatico non è tra le emergenze principali. Il documento privilegia sicurezza energetica, resilienza, minerali critici e sistemi elettrici; il clima è citato solo una volta.
Il direttore esecutivo Fatih Birol è stato evasivo sulle pressioni statunitensi per diluire il linguaggio climatico. Pur riconoscendo che il World Energy Outlook include uno scenario net-zero, non ha confermato che apparirà anche nelle prospettive future.
Lo stesso summit ha evidenziato una frizione Usa-Ue sul GNL. L’UE teme una crescente dipendenza dal gas statunitense, ma Wright ha dichiarato che gli USA forniscono energia in modo affidabile e gestiscono le esportazioni tramite aziende private. Secondo Ieefa, nel 2025 l’UE importerà circa 81 miliardi di metri cubi di GNL dagli USA (circa il 57% delle sue importazioni). Se i contratti annunciati diventassero realtà, entro il 2030 l’UE potrebbe dipendere dal GNL USA per il 75-80% delle importazioni, una concentrazione che contraddice la strategia REPowerEU di diversificazione e contenimento dei costi.
L’UE sta cercando fornitori alternativi come Canada, Qatar e Algeria. Nel frattempo resta in vigore l'accordo siglato nel luglio 2025 che prevede l’acquisto di circa 250 miliardi di dollari all’anno di petrolio, GNL e combustibili nucleari dagli USA per tre anni.