• Idroelettrico italiano: una nuova via d’intesa con l’UE per sbloccare investimenti

    venerdì 13 febbraio 2026

    A due anni dall’avvio delle interlocuzioni sull’idroelettrico e dall’obbligo di aprire gare per le concessioni future, l’Italia non ha ancora trovato un accordo con Bruxelles e la quadra resta irrisolta. Le discussioni con l’Europa sono ancora in corso, e non mancano segnali di cautela riguardo a previsioni sue rapide soluzioni.

    Il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti, ha messo in guardia dall’escludere possibilità future, osservando che anche Francia e altri Paesi stanno rivedendo le loro impostazioni. La chiave comune è la reciprocità: se si impone una gara sull’idroelettrico, questa deve valere per tutti i Paesi europei, non solo per l’Italia.

    Una delle proposte italiane è la cosiddetta quarta via: permettere a chi detiene una concessione di ottenere una nuova concessione legata a piani di investimento, anziché una semplice proroga dell’attuale titolo. L’obiettivo è conservare un volume di investimenti stimato in 14-15 miliardi di euro, attualmente bloccato, che potrebbe aumentare la produzione di energia pulita tra il 10% e il 20% senza modificare l’uso dell’acqua disponibile.

    Paolo Taglioli, direttore generale di Assoidroelettrica, insiste sulla necessità di una stabilità normativa rapida e su regole uguali per tutti gli Stati membri. Per le piccole e medie derivazioni si attende la pronuncia della Corte di Giustizia Ue, mentre per le grandi si cerca una norma comune europea che faciliti l’adeguamento degli investimenti.

    In parallelo, Gilberto Pichetto Fratin ha indicato la possibilità di trasformare concessioni in autorizzazioni, modello già adottato dalla Francia con quote di produzione assegnate tramite aste controllate dal regolatore. Un meccanismo che potrebbe adattarsi alla quarta via italiana, vincolando le autorizzazioni ai piani di investimento e fornendo una via pragmatica per avanzare.