Idroelettrico come leva di flessibilità nelle concessioni
venerdì 23 ottobre 2026
Il ministro dell’Energia Gilberto Pichetto Fratin sta preparando una proposta di idro release da abbinare al rinnovo delle concessioni idroelettriche scadute. L’idea cerca di integrare la flessibilità idroelettrica con la quarta via, ispirandosi alle Regioni del Nord e alla Francia.
In pratica si tratterebbe di rinnovare le concessioni con i gestori uscenti per un periodo utile a realizzare un programma di investimenti straordinari sugli impianti. Se necessario, lo Stato potrebbe fornire aiuti pubblici; in cambio, gli operatori dovrebbero cedere una quota della loro energia a prezzi calmierati a favore di specifiche categorie di consumatori.
La quota di energia da cedere, pensata inizialmente da Confindustria intorno al 15-20% della produzione, è stata al centro di riflessioni anche nei modelli della Regione Piemonte e Lombardia, seppur non ancora chiusi. La Francia, invece, ha mantenuto EDF al vertice ma ha imposto quote vincolate agli altri operatori; Bruxelles ha riconosciuto la formula come strada percorribile.
Il dibattito si collega anche al tema della clausola di salvaguardia nazionale, che potrebbe finanziare investimenti infrastrutturali nell’idroelettrico e risolvere problemi come la pulizia dei bacini. Tuttavia, tali usi della clausola devono essere giustificati come resilienza e sicurezza energetica e rispettare le condizioni UE.
Qualsiasi aiuto pubblico o investimento inserito nel rinnovo delle concessioni dovrà rispondere ai paletti Ue e rientrare nella finalità della transizione energetica: l’esito dipenderà dal vaglio europeo e dall’allineamento con i criteri del PNRR.