• Guardare oltre l’agrivoltaico imposto: argomenti per una scelta flessibile

    martedì 27 gennaio 2026

    La tesi centrale è che imporre l’agrivoltaico come unica soluzione sui terreni agricoli sia un errore concettuale. Secondo gli aggiornamenti normativi recenti (Correttivo al Testo Unico FER e DL 175/2025), nelle aree idonee è possibile installare impianti di qualunque tipo purché non interrompano le attività agricole; di conseguenza non è obbligatorio scegliere solo soluzioni avanzate, ma possono essere anche impianti interfilari. Nelle aree non idonee servono moduli elevati da terra. In sintesi, la maggioranza dei terreni agricoli ammette principalmente agrivoltaico elevato, mentre in una minoranza è possibile optare per altre soluzioni; non è consentito un impianto fotovoltaico a terra tradizionale in area agricola.

    Il quadro normativo appare stabile, ma resta soggetto a possibili scossoni e cambiamenti regionali. C'è molta cautela e una certa confusione tra gli operatori, nonostante i contenuti positivi degli interventi presentati. Molti enfatizzano i vantaggi dell’agrivoltaico, ma pochi hanno messo sul piatto gli eventuali svantaggi, che esistono.

    Gli impianti agrivoltaici interfilari possono competere con costi relativi contenuti rispetto ad altre rinnovabili, come mostrano i dati delle aste FER X. Gli impianti agrivoltaici avanzati, con moduli elevati da terra, non risultano competitivi senza incentivi; dunque la loro diffusione è limitata dalle condizioni economiche e normative.

    La conclusione è che il quadro normativo, seppur in parte stabile, limita lo sviluppo del FV sui terreni agricoli a aree idonee e introduce complessità tecniche e amministrative che possono ostacolare la decarbonizzazione e ridurre il risparmio energetico a livello nazionale.