Gas, bollette e la strada verso le rinnovabili
mercoledì 4 marzo 2026
Negli ultimi giorni i prezzi del gas e del petrolio sono saliti, spinti dall’offensiva Usa-Israele contro l’Iran e dalle ripercussioni sullo Stretto di Hormuz. In Italia il Qatar fornisce circa il 25% del gas consumato (dati 2025). Il mercato elettrico è sensibile alle dinamiche del gas, che è marginale in molte ore.
Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il pun (Prezzo Unico Nazionale) ha toccato livelli molto alti nel 2022; Terna ha indicato che la transizione energetica resta la via principale per ridurre la dipendenza dal gas e la volatilità. Oggi però l’articolo 6 del Dl Bollette sembra andare nella direzione opposta.
L’articolo 6 sterilizza i costi ETS e di trasporto nel prezzo di offerta delle centrali a gas per abbassare il Pun. L’effetto sarebbe aumentare la produzione a gas e penalizzare le Fer; il merit order si sposterebbe verso il gas. Il fotovoltaico eolico perderebbero redditività: PV con tracking circa 35% meno remunerato entro il 2028, eolico circa 33%. Questo impatta progetti merchant, PPA privati e CFD, e fa crescere i costi di sostegno alle Fer.
Già circolando la bozza, i mercati hanno reagito: si prezza un rischio regolatorio anche prima dell’approvazione. Entro il 2029 circa il 79% del beneficio wholesale verrebbe assorbito da costi aggiuntivi (ETS, trasporto, incentivi CFD); negli anni successivi i costi supererebbero i benefici. Inoltre potrebbero aumentare le emissioni di CO2 di oltre 10 milioni di tonnellate all’anno per la maggiore gasificazione.
La soluzione strutturale è aumentare le rinnovabili e l’efficienza: PPAs da Fer, FV ed eolico. L’UE ha ridotto la domanda di gas nell’Unione di circa il 17% tra 2022 e 2025, grazie a efficienza e rinnovabili. L’IEA segnala che senza rinnovabili l’indipendenza energetica sarebbe molto minore. Terna prevede 74 GW di FV/eolico in più entro il 2030, per circa 128 TWh/anno, sostituendo importazioni fossili.