Futuro delle tegole fotovoltaiche e del BIPV in Italia
giovedì 3 settembre 2026
Dopo la chiusura di Solar Roof di Tesla, il mercato delle tegole fotovoltaiche resta una nicchia: il progetto ha avuto poche migliaia di installazioni negli Stati Uniti e non ha raggiunto gli obiettivi promessi, nonostante l’interesse estetico e concettuale. La produzione e l’installazione hanno mostrato costi elevati e complessità di integrazione che ne hanno frenato la diffusione su larga scala.
In Italia il segmento BIPV resta limitato. Nel 2023 l’IEA PVPS stimava che il BIPV rappresentava meno dell’1% del mercato fotovoltaico distributo (meno di circa 40 MW annui). Il contesto è però diverso: nel 2025 l’Italia ha collegato circa 6,43 GW di nuovo fotovoltaico, portando la capacità cumulata a circa 43,5 GW e aprendo opportunità per soluzioni integrate, soprattutto in nuove costruzioni o ristrutturazioni mirate.
Il mercato globale e nazionale attribuisce al BIPV un valore economico in crescita, ma fortemente definito dalle definizioni utilizzate. In Europa, si stimano quote significative del mercato fotovoltaico futuro, con proiezioni per Germania e Italia entro i miliardi di dollari. In passato, l’Italia vantava oltre 2,5 GW di sistemi completamente integrati, ma questi dati riflettono definizioni risalenti e non l’attuale offerta di tegole, coppi e facciate fotovoltaiche.
Le tegole restano una nicchia anche per costi e prestazioni. Il sovrapprezzo per tegole o coppi speciali è molto superiore al costo del fotovoltaico convenzionale: €2.400–€5.000/kWp o più contro circa €1.200–€1.600/kWp standard. Su base superficiale, si citano €300–€600/m² per tegole rispetto a circa €280–€370/m² per impianti tradizionali. Inoltre, maggiore complessità di cablaggio e manutenzione penalizza la competitività.
Non tutte le soluzioni BIPV hanno basse efficienze: alcuni sistemi moderni arrivano a 200–230 Wp/m², vicini agli standard, ma molti hanno valori inferiori a causa di esigenze estetiche, trasparenza o geometrie particolari. Esempi italiani includono progetti con moduli flessibili CIGS e vetri fotovoltaici, che mostrano potenziale ma necessitano di ulteriori innovazioni di costo e di ciclo di vita.
Il vero vantaggio del BIPV è la sostituzione di componenti edilizi: tetto, rivestimento o vetro, se si evita l’uso di una controparte tradizionale, il costo aggiuntivo attribuibile all’energia cala. Progetti europei e casi italiani mostrano come l’integrazione possa ridurre costi speciali se viene considerata nel contesto complessivo della costruzione e della facciata.
Dopo Tesla, la direzione è verso sistemi integrati di maggior formato, prefabbricati e standardizzati, capaci di unire copertura, facciata o vetro con la generazione elettrica. Le tegole continueranno a rimanere una soluzione utile soprattutto in contesti storici, ville e edifici di pregio, ma non rappresenteranno una minaccia competitiva per il fotovoltaico tradizionale.