Francia punta sull’elettricità: case, auto e industria
martedì 14 aprile 2026
Il governo francese annuncia un piano pluriennale per elettrificare i consumi finali e ridurre la dipendenza dai fossili, sostenuto da un budget di circa 10 miliardi di euro all’anno. L’obiettivo è modernizzare l’economia, rafforzare le filiere nazionali e rilanciare la domanda interna attraverso la transizione energetica, in risposta alla crisi energetica causata dal conflitto in Medio Oriente.
Edilizia: entro il 2026 non si potranno installare caldaie a gas nei nuovi edifici e saranno rafforzati gli incentivi pubblici per sostituire caldaie a gas e gasolio con pompe di calore. Entro il 2050 l’elettrificazione di due milioni di alloggi sociali e un ritmo di circa un milione di pompe di calore all’anno entro il 2030 sono gli obiettivi chiave.
Trasporti e industria: entro il 2030 due auto su tre immatricolate saranno elettriche; le case automobilistiche francesi dovranno produrre 400.000 veicoli elettrici all’anno entro il 2027 e 1.000.000 entro il 2030. Leasing sociale per 50.000 veicoli elettrici alle famiglie a basso reddito, e altri 50.000 veicoli per chi percorre molti chilometri dal 2026. Per le imprese, aiuti a mezzi commerciali e pesanti fino a 100.000 euro per veicolo; misure di elettrificazione per attrezzature professionali.
Energia e nucleare: la PPE3 (2026-2035) prevede sei nuovi reattori EPR2 entro il 2038, insieme a nuove energie rinnovabili, soprattutto offshore. Aste per 12 GW di nuove capacità, di cui 10 GW offshore. Tuttavia il nucleare resta lento: tempi di costruzione lunghi e costi elevati, come mostrano i ritardi del reattore di Flamanville.
Finanze pubbliche: il governo intende raddoppiare il sostegno all’elettrificazione da 5,5 a 10 miliardi di euro all’anno entro il 2030, orientando gli aiuti a edifici, trasporti e industrie senza aumentare il deficit. Anche la Spagna ha proposto misure simili, puntando sulle rinnovabili e sugli incentivi per veicoli elettrici.
Conclusione: il piano si basa su tre pilastri – edilizia, mobilità e industria – pur riconoscendo la lentezza della nuova rete nucleare e le incertezze tecnologiche, che mantengono incerta la velocità di realizzazione.