• Francia modifica i CfD per premiare la consegna energetica con accumulo

    martedì 14 aprile 2026

    La CRE ha avviato una consultazione sulle regole dei CfD per i grandi impianti fotovoltaici, proponendo di legare il sostegno al valore della consegna dell’energia nei momenti di maggior prezzo. L’idea è favorire impianti FV con sistemi di accumulo (BESS) co-localizzati, capaci di spostare energia dalle ore centrali a quelle serali.

    Il problema è che la produzione FV tende a essere venduta in ore con prezzi bassi o negativi, deprimendo il prezzo di cattura rispetto al prezzo medio di base. Nel 2025 molte ore sono state negative, soprattutto tra le 10 e le 16; di conseguenza, la differenza tra prezzo di cattura e base si è allargata, aumentando l’onere pubblico.

    La CRE propone di sganciare il prezzo di riferimento dal prezzo catturato e di indicizzarlo al prezzo medio positivo di base. In pratica, i ricavi effettivi non coprirebbero più integralmente la perdita in ore negative; l’accumulo diventa parte essenziale della redditività.

    Un cambiamento chiave è passare da una logica di “non produzione” a “non immissione”: nelle ore negative l’energia non verrebbe immessa in rete ma trasferita e immagazzinata, da scaricare quando i prezzi risalgono. Occorre misurare separatamente i flussi tra FV, batteria e punto di connessione.

    Per le ore negative ci sono tre formule proposte. La preferita elimina il tetto annuale di ore equivalenti e introduce una franchigia giornaliera di 2 ore, mantenendo la compensazione al 50% del massimo. Le altre due opzioni prevedono compensazioni del 25% o 50% con franchigie diverse.

    La proposta richiama l’esperienza tedesca delle aste Innovationsausschreibung, ma non impone una taglia minima per la batteria e permette la ricarica dalla rete. In Francia, in aste recenti, i prezzi medi per ibridi erano intorno a 79 €/MWh, con un tetto di 95 €/MWh per i progetti ibridi, per contenere i costi iniziali e favorire la bancabilità.

    Se confermata, la riforma sposta il focus dal volume prodotto al valore della consegna, con potenziali ricadute su altre tecnologie rinnovabili. La Francia potrebbe diventare tra i primi grandi mercati europei a usare i CfD per promuovere la flessibilità e la programmabilità dell’energia.