Fine vita dei pannelli fotovoltaici: costi variabili e nuove indicazioni
giovedì 23 aprile 2026
Una recente sentenza del Consiglio di Stato chiarisce come si debba intendere la gestione dei rifiuti derivanti dai moduli fotovoltaici a fine vita e mette in discussione la base dati usata per la garanzia economica di 10 euro per pannello.
Il Consiglio di Stato conferma che lo smontaggio dei pannelli rientra pienamente nella gestione dei rifiuti (Raee), attività necessaria per l’estrazione e la raccolta del rifiuto. L’interpretazione è allineata sia con la normativa nazionale sia con la direttiva europea sui Raee.
Sull’altra questione, la quantificazione della garanzia, la Corte ha invece accolto in parte l’appello del Consorzio E-Cycle. Manca una base istruttoria solida: l’importo resta invariato rispetto alle istruzioni precedenti, ma non è dimostrato né con dati di mercato né con analisi adeguate che 10 euro per pannello siano sufficienti.
La sentenza evidenzia la variabilità dei costi dello smontaggio. Secondo Massimiliano Serra di ERP Italia, in impianti facili da accesso lo smontaggio può pesare il 20-30% dei costi di gestione, mentre in tetti industriali, superfici complesse o condizioni difficili può arrivare al 40-60% o oltre. Quindi la misura media di 10 euro è sostenibile solo in media, non in tutti i casi.
Il dialogo tra operatori e istituzioni resta aperto e pragmatico. ERP propone criteri e soglie minime per definire un eco-contributo adeguato lungo tutto il ciclo di vita dei moduli, nonché regole per certificare i versamenti e gestire gli investimenti dei fondi.
Si può prevedere un rialzo dei costi nel medio periodo, influiti dal rincaro dell’energia e dei carburanti, con riflessi sui trattamenti e sulla logistica. In tale scenario, una revisione basata su dati aggiornati risulta urgente per garantire la sostenibilità economica del sistema.