Fer Z: cosa è emerso dalla consultazione e quali sfide si profilano
sabato 18 aprile 2026
La consultazione sul Fer Z si è chiusa con 32 risposte, provenienti principalmente da grandi aziende energetiche (41%), associazioni di categoria (25%) e PMI energia (19%). Molti chiedono chiarimenti sullo schema di decreto, già prenotificato alla Commissione europea, in vista di un via libera nel primo trimestre 2027. A marzo il capo dipartimento Energia ha spiegato che parte dei volumi inizialmente destinati al fotovoltaico nel Fer X potrebbero essere spostati nel Fer Z, rendendo il meccanismo più coerente con il mercato europeo e in grado di superare distorsioni tipiche dei sostegni tradizionali.
Fer Z è un modello di supporto agli investimenti in nuova potenza rinnovabile, previsto dall’art. 7-bis. Si passa dal modello centralizzato basato sull’asset a uno decentralizzato, con disaccoppiamento tra incentivo e asset; gli incentivi dipenderanno dal profilo di produzione di più impianti (eolico, fotovoltaico, batterie) anziché dalla generazione di singolo sito. Per arrivare a 5 GW di baseload incentivato servirebbero circa 20 GW di capacità installata, secondo il Mase.
Risposta delle parti: 75% approva il contratto standard, 72% sui coefficienti locazionali e 88% sull’albo gestito dal Gse. Ma emergono cinque nodi critici che rischiano di compromettere la bancabilità: 1) albo troppo rigido, con proposta di gestione dinamica e possibilità di disiscrizione; 2) certificati di immissione opachi: chiarimenti su emissione, riconoscimento, validità, scambio e uso ex‑post; 3) profilo baseload non basta, servono strumenti di time‑shifting e storage che operino su base giornaliera; 4) il sorteggio non è ben visto; preferite alternative come seconda asta o criteri di solidità finanziaria e priorità per zone in ritardo; 5) discrepanza tra la durata dei contratti Fer Z (15 anni) e quella del time‑shifting (10 anni), che complica la gestione del rischio.
Queste osservazioni indicano la necessità di maggiore chiarezza normativa, flessibilità operativa e allineamento tra strumenti per facilitare investimenti sicuri e sostenibili nel lungo periodo.