Fer X tra promesse e incognite per eolico e fotovoltaico
martedì 23 giugno 2026
Il Fer X, annunciato dal ministro Gilberto Pichetto Fratin, deve ancora superare diverse tappe prima di entrare a regime. Le fasi chiave prevedono l’approvazione della Corte dei Conti, la pubblicazione ufficiale, le regole operative del Gse entro 60 giorni, un ulteriore DM entro altri 60 giorni su distribuzione temporale, contingenti per tecnologia e coefficienti di zona, e, entro 90 giorni dall’entrata in vigore, la definizione da parte di Arera dei prezzi di aggiudicazione per impianti fino a 1 MW. Nel frattempo, operatori e tecnici sottolineano sfide legate alla capacità del mercato, ai tempi di autorizzazione e alla necessità di coordinare sviluppo della generazione con reti, accumulo e criteri Nzia.
La sfida dell’eolico è significativa: Fer X punta a 16,5 GW di eolico per diversificare il mix energetico e accompagnare il forte sviluppo del fotovoltaico con una fonte più stabile, utile soprattutto nelle ore serali e in inverno. Ma manca una motivazione tecnica esplicita e permangono dubbi su quanto sia realistico assorbire e realizzare tale volume entro il 2030, considerati tempi di permitting, opposizioni territoriali, vincoli paesaggistici e disponibilità della rete. Le procedure Nzia interessano almeno il 30% dei volumi, potenziando costi e riducendo la concorrenza nelle fasi iniziali, soprattutto se la capacità produttiva europea non è adeguata. Il successo dipenderà anche dal coordinamento tra sviluppo eolico, reti e sistemi di accumulo.
La questione potenza nominale fotovoltaica è in evidenza: nel testo provvisorio la definizione è diversa da quella prevista dal Comitato Elettrotecnico Italiano. Nel definitivo, la potenza nominale dell’impianto torna a essere quella in corrente continua (CC), ovvero la somma delle potenze dei moduli, misurate alle condizioni nominali. Questo riapre dibattiti tra AC (inverter) e CC e tra la somma algebrica della potenza FV e della batteria, oltre a vincoli amministrativi sugli iter basati su MW in CC. Si auspica che si tratti di una svista corretta rapidamente.
Gli altri timori del fotovoltaico riguardano l’accesso agli incentivi per impianti oltre 1 MW: non basterà solo un parere VIA favorevole, riducendo potenzialmente la pipeline da circa 40 GW a circa 20 GW. Inoltre, i premi tariffari zonali del transitorio sono sostituiti da coefficienti applicati alle offerte per formare la graduatoria, senza modificare il prezzo riconosciuto all’impianto. La calibrazione dei coefficienti zonali risulterà decisiva, in quanto può favorire o penalizzare aree diverse e influire su tempi e costi di realizzazione.