Evoluzioni energetiche e digitali: le novità del Decreto Bollette
giovedì 19 febbraio 2026
Il settore energetico italiano attraversa una fase di trasformazione legata a due dinamiche: contenere i costi nel breve e accelerare la transizione energetica insieme alla digitalizzazione. Il decreto legge noto come Decreto Bollette unisce misure di emergenza e riforme strutturali in un unico testo, offrendo strumenti per la regolazione della rete e per gli investimenti regolati nel lungo periodo.
Gli obiettivi sono eterogenei: da una parte misure Immediate per abbattere i costi (riduzione degli oneri Asos e rimodulazione degli incentivi del Conto Energia); dall’altra strumenti per lo sviluppo dei mercati energetici a lungo termine (stabilizzazione dei costi e contratti PPA per energia rinnovabile). Particolarmente rilevanti sono le riforme sull’accesso alla rete e sul procedimento autorizzativo per grandi infrastrutture, inclusi i data center.
Sul fronte fotovoltaico, l’intervento punta a ridurre l’onere degli incentivi. L’articolo 2 propone una rimodulazione volontaria: impianti >20 kW con tariffe premio possono ridurre l’incentivo all’85% o al 70% per luglio 2026–dicembre 2027 in cambio di un’estensione della convenzione di 3 o 6 mesi. Chi esce dagli incentivi entro il 2028 può ricevere il 90% del valore residuo in dieci rate, a condizione di rifare l’impianto entro il 2030 con moduli certificati che rispettino requisiti territoriali e tecnici.
Un punto chiave è il ruolo del Gse come garante di ultima istanza nei PPA. Il testo amplia la bacheca Gse per contratti di durata minima triennale, prevede requisiti di solidità finanziaria, interventi di garanzia tramite Sace e definizioni su come Arera disciplinerà i contratti PPA, in linea con la direttiva europea.
La riforma delle connessioni affronta il problema della saturazione virtuale della rete. Terna dovrà pubblicare trimestralmente la capacità integrabile per nodo e sarà introdotto il modello di “flexible connection” per offrire soluzioni di connessione anche oltre la capacità fisica annua, in modo da ridurre i costi e i tempi di connessione. Il provvedimento separa le connessioni decadenti da quelle ancora utili in presenza di autorizzazioni ambientali in ordine, prevedendo procedure di restituzione o rimodulazione dei corrispettivi.
Per i Data Center l’articolo 8 introduce un percorso autorizzativo unico, simile a quello delle grandi infrastrutture. Un’unica autorità competente gestisce autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, idriche ed energetiche, con una conferenza di servizi che decide in massimo dieci mesi (non prorogabili salvo eccezioni). Per DC superiori a 220 kV, regole specifiche, e per quelli di rilevanza strategica regime accelerato con possibile commissario. Altre novità previste mirano a snellire i tempi, ridurre la burocrazia e favorire investimenti nel digitale ed energetico.