Europa inasprisce le regole sull’efficienza degli edifici
giovedì 1 ottobre 2026
La Commissione Ue ha inviato all’Italia e ad altri otto Stati membri un parere motivato per la mancata presentazione del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, pilastro della direttiva Epbd 2024/1275, nota come Case Green. Il piano è richiesto entro il 31 dicembre 2025.
Questo è il secondo passaggio della procedura d’infrazione avviata a marzo 2026 con la lettera di costituzione in mora; gli altri Paesi interessati sono Belgio, Repubblica Ceca, Irlanda, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. I piani mirano a trasformare il patrimonio edilizio in un parco decarbonizzato ed efficiente entro il 2050.
I piani sono essenziali per migliorare la prestazione energetica, l’indipendenza energetica, alloggi a prezzi accessibili, riduzione delle bollette e condizioni abitative migliori.
Le autorità hanno due mesi per rispondere e trasmettere i progetti. Se non lo faranno, la Commissione potrebbe deferire il caso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Il termine generale per recepire la Epbd era il 29 maggio 2026: nessun Paese ha rispettato; per questo, a luglio la Ue ha inviato lettere di costituzione in mora a tutti i 27 Stati membri.
Nella stessa scia, per la direttiva 2023/1791 sull’efficienza energetica, Italia, Grecia, Spagna e Malta hanno ricevuto un parere motivato per non aver recepito integralmente le norme; anch’essi hanno due mesi di tempo per rispondere.
In Senato, il ministro degli Affari europei Tommaso Foti ha spiegato che l’epbd è complessa e che si sta attendendo un riscontro; ha anche sottolineato che solo 1,581 milioni del Pnrr sono destinati alla riqualificazione degli immobili pubblici, rispetto a richieste di circa tre miliardi.