• Europa in cerca di rotte energetiche alternative e mercato unico più solido

    lunedì 27 aprile 2026

    La crisi dei carburanti, con prezzi in rialzo per petrolio e gas, spinge l’UE a valutare rotte energetiche alternative in Medio Oriente per aggirare punti critici come Hormuz. La presidente Ursula von der Leyen ha detto che l’UE è pronta a collaborare con i Paesi del Golfo su progetti che alimentino i mercati globali senza essere ostaggio dei conflitti. Ha chiesto un rafforzamento della difesa e ha proposto una missione marittima nel Mar Rosso come opzione per la sicurezza delle vie di approvvigionamento, oltre a contribuire a riparare infrastrutture danneggiate.

    Von der Leyen ha sottolineato l’interconnessione tra sicurezza energetica e sicurezza reale delle industrie europee: una minaccia a una nave nello Stretto di Hormuz può comportare rischi per una fabbrica in Belgio. Per ridurre la dipendenza, l’UE mira a diversificare le rotte di esportazione e migliorare le infrastrutture, anche con nuovi siti di stoccaggio e trasporto.

    Intanto a Cipro, il presidente Nikos Christodoulidis ha annunciato contatti con la Commissione per valutare come i giacimenti offshore possano contribuire a fornire gas ai mercati europei già dal 2027. Parte del gas, proveniente dal giacimento Cronos, è gestito da Eni e TotalEnergies. Si studia un collegamento con le infrastrutture esistenti che trasportano gas dall’Egitto (Zor).

    Le ONG ambientaliste chiedevano di non usare la crisi per aumentare la dipendenza da fossili e proponevano una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche, con redistribuzione a famiglie e imprese e investimenti nella transizione energetica. Le discussioni sono state accolte dai governi, ma non implementate finora.

    L’interruzione delle forniture ha riacceso lo scontro sul Patto di stabilità. Alcuni Paesi, tra cui l’Italia, chiedono maggiore flessibilità, mentre Germania e Paesi Bassi restano più cauti. Meloni propone scorporare le spese energetiche dal deficit, ma von der Leyen non ha intenzione di sospendere il Patto, preferendo ottimizzare risorse come i 95 miliardi ancora inutilizzati di Next Generation EU per infrastrutture, reti energetiche e transizione, accompagnate da una semplificazione normativa.

    A margine, Christodoulidis, presidente di turno, e i capi delle istituzioni hanno firmato la tabella di marcia per un’Europa e un mercato unico entro il 2026-2027. L’obiettivo è un mercato interno completamente integrato, meno barriere e una circolazione più fluida di capitali, lavoro, beni e servizi, con un focus sull’energia: riduzione dei prezzi, decarbonizzazione accelerata e maggiore sicurezza delle forniture. Parallelamente, la trasformazione digitale e l’intelligenza artificiale sono viste come leve chiave, con proposte su cloud, semiconduttori e cybersecurity entro scadenze fissate.