• Ets tra tasse e investimenti: Italia chiede sospensione e nuove tutele

    giovedì 26 febbraio 2026

    A Bruxelles il ministro del Made in Italy Adolfo Urso, insieme ai ministri dei Paesi Friends of Industry, ha chiesto la sospensione dell’Ets fino a una revisione profonda. L’obiettivo è rivedere i parametri di emissione e i meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite, ritenuti un onere aggiuntivo per le imprese europee.

    Urso ha inoltre chiesto un meccanismo stabile di sostegno per le imprese esportatrici, non ancora definito nella riforma CBAM. La richiesta è stata ribadita il 26 febbraio durante la quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie energivore e i lavori del Consiglio Competitività a Bruxelles, con particolare attenzione al settore chimico, indicato come l“industria delle industrie” gravata dai costi energetici.

    Secondo Urso, l’Ets attuale è inefficace e dannoso: aggiunge costi senza tagliare emissioni, erodendo margini e competitività. Serve regole chiare e strumenti di verifica affidabili; CBAM ed Ets devono sostenere l’industria, non penalizzarla.

    In questo contesto, la Commissione europea deve rispondere sulla compatibilità del comma 3, art. 6 del Dl Bollette, che ha sterilizzato l’impatto della componente Ets sul termoelettrico a gas.

    Nella dichiarazione finale del 25 febbraio, i firmatari (Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna) chiedono che la revisione Ets, insieme a CBAM e alle altre misure (pacchetto automotive, Industrial Accelerator Act), elimini oneri non necessari e contrasti con la deindustrializzazione. Occorre potenziare gli investimenti e prevenire la rilocalizzazione delle emissioni (carbon leakage). La revisione deve offrire prezzo efficace, stabilità, prevedibilità e liquidità, con assegnazione gratuita che favorisca investimenti in tecnologie pulite e sia coerente con CBAM, salvaguardando la base industriale europea. Séjourné ha detto che l’Ets deve ritornare a essere uno strumento di investimento, non di tassazione.