• Ets sotto osservazione: l’Italia chiede modifiche, l’Europa resta cauta

    martedì 17 marzo 2026

    Durante il Consiglio Energia, i governi UE discutono la revisione dell’Ets e del design del mercato elettrico. L’Italia continua a chiedere modifiche, ma Bruxelles non propone cambiamenti strutturali. Il commissario Dan Jørgensen dice che si cercano soluzioni mirate e temporanee, senza compromettere obiettivi a lungo termine: il corretto funzionamento di prezzo e Ets resta fondamentale per l’indipendenza e prezzi più bassi nel tempo.

    L’Italia punta a eliminare l’Ets dal costo dei produttori termoelettrici per ridurre le bollette. Il ministro Pichetto Fratin chiede una revisione che limiti gli effetti sul prezzo dell’energia, riduca la volatilità delle quote e la speculazione, e renda il meccanismo utile alla transizione energetica.

    Von der Leyen, in una lettera del 16 marzo, propone interventi mirati: potenziare la riserva di stabilità per contenere la volatilità, accelerare la revisione dell’Ets oltre il 2030 e sostenere industrie ad alta intensità energetica. Propone anche uno strumento ponte, finanziato dalle quote ETS, e valutare strumenti di emergenza come tetti al prezzo della produzione da gas, con redistribuzione dei ricavi. Le associazioni di trader e gas hanno bocciato i tetti, temendo minare l’attrazione dell’offerta globale e la sicurezza degli approvvigionamenti.

    Jørgensen aggiunge che l’Europa è in una posizione migliore del 2022: più rinnovabili, approvvigionamenti diversificati e meno ore in cui il gas fissa i prezzi.

    Cinque Stati (Danimarca, Finlandia, Portogallo, Spagna, Svezia) hanno scritto che l’Ets è la pietra angolare della strategia climatica e industriale; indebolirlo minerebbe fiducia degli investitori e parità di condizioni. Alcuni Paesi hanno invece supportato il market design basato sul merit order.

    Al Consiglio è stata presentata anche una proposta di mediazione austriaca: maggiore trasparenza del mercato elettrico per capire quali tecnologie determinano i prezzi e quanto deriva dai costi CO2. L’obiettivo è valutare misure contro l’eccessivo trasferimento dei costi CO2 senza stravolgere il mercato.