ETS riformato: tra clima e competitività industriale
lunedì 20 luglio 2026
La Commissione europea ha proposto una revisione del sistema di scambio di emissioni (ETS). Secondo Confindustria, la proposta è insoddisfacente: aumenta le quote e la durata, ma non risolve problemi strutturali e rischia di non proteggere occupazione e investimenti.
Le principali aziende tedesche e francesi hanno espresso critiche; BDI dice che mancano condizioni per investimenti nella trasformazione e per contrastare la deindustrializzazione. Il governo italiano segnala ombre sull’ETS e chiede regole chiare su benchmark e assegnazione delle quote gratuite per mantenere competitività.
Il mercato, al momento, risponde senza grandi fluttuazioni; il prezzo della CO2 è salito oltre 81 euro/tonnellata (a luglio).
Cosa cambia: il fattore di riduzione lineare (LRF) passerà dal 4,3-4,4% all’1,7-3,7%; l’Ets rilascerà quote anche nel 2040, prolungando la possibilità di emissioni. Dal 2030 ci saranno quote gratuite legate a investimenti (80% vincolate al piano, 20% al completamento). Dal 2036 sarà possibile comprare crediti internazionali per compensare fino al 2% delle emissioni. Verranno introdotti crediti di rimozione nazionali fino a 250 milioni di tonnellate. Il 50% delle entrate ETS dovrà finanziare la decarbonizzazione dei settori interessati. La riserva stabilizzatrice (MSR) avrà un tasso di assorbimento delle quote dimezzato dal 24% al 12%, aumentando la liquidità. L’ETS si estenderà all’incenerimento dei rifiuti dal 2031 e includerà i voli commerciali entro 5.000 km dal centro UE e i jet privati.
In sostanza, la Commissione ha ceduto parzialmente alle richieste di governi e industrie per allineare l’ETS agli obiettivi 2040, ma resta incerto l’esito dei negoziati tra Parlamento e Consiglio. Le posizioni si confrontano con l’idea di un motore di innovazione e investimenti, ma preoccupa l’equilibrio tra competitività e clima. Alcuni parallelismi si fanno con il regolamento auto CO2, che potrebbe essere influenzato da richieste di soluzioni alternative.