• ETS in evoluzione: segnali di prezzo, revisione e investimenti per la decarbonizzazione

    lunedì 6 luglio 2026

    La Commissione europea sta per presentare nuove proposte sull’ETS, con un acceso dibattito tra chi chiede di alleggerire i costi per industrie energivore e chi vuole mantenere un segnale di prezzo del carbonio forte. Al centro restano i proventi: molti chiedono che siano destinati prioritariamente alla decarbonizzazione e all’elettrificazione.

    Il 2 luglio Bruxelles e la Banca europea per gli investimenti hanno annunciato l’erogazione di 2,5 miliardi di euro dal Fondo per la modernizzazione, destinata a 51 progetti in 11 Stati membri per migliorare efficienza energetica e ridurre le emissioni.

    La revisione attesa per il 17 luglio riguarda quote gratuite e benchmark. Le quote gratuite servono a tutelare i settori esposti alla concorrenza; si valuta di aumentarle o rimodularle per l’industria energivora. I benchmark, usati per calcolare le quote, hanno suscitato critiche; potrebbe anche estendersi l’ETS a rifiuti e voli extraeuropei, insieme a modifiche al Market Stability Reserve.

    WindEurope chiede un segnale di prezzo chiaro e ricavi indirizzati all’elettrificazione. L’ETS ha generato 43 miliardi nel 2025, ma solo circa il 5% va in decarbonizzazione industriale. L’elettrificazione potrebbe utilizzare pompe di calore industriali e caldaie elettriche per decine di terawattora, ma manca una strategia chiara su come spendere i proventi. Un Piano d’azione sull’elettrificazione è atteso entro metà luglio, con l’obiettivo di portare la quota di elettricità dal 23% al 32% entro il 2030.

    Italia: Meloni annuncia l’impegno a rivedere l’Ets marittimo per proteggere i porti italiani; Confindustria Ceramica chiede parametri dedicati per rendere l’assegnazione più equa e contenere i costi per il settore.

    L’Ets continua a finanziare la transizione: il Fondo per la modernizzazione erogherà 2,5 miliardi per progetti energetici in 11 paesi, tra cui Repubblica Ceca, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania e Slovenia. Gli interventi includono teleriscaldamento, geotermia, efficienza degli edifici pubblici, mobilità elettrica e reti moderne, con benefici di minori emissioni, maggiore competitività industriale e riduzione delle importazioni di combustibili fossili.