Ets europeo nel mirino: prezzi in calo e nuove tensioni
lunedì 16 febbraio 2026
I permessi di emissione hanno perso circa 10 euro in una settimana: da 81 euro/tonnellata di CO2 lunedì 9 febbraio a circa 70-71 euro/tonnellata, livelli più bassi degli ultimi cinque mesi. Il calo è stato alimentato dalle pressioni politiche e industriali per una revisione del mercato.
Gli attacchi da parte di industrie e leader politici contro l’Ets (Emissions Trading Scheme) si sono intensificati dopo il Consiglio europeo informale sulla competitività tenutosi ad Alden Biesen (Belgio) e il summit delle industrie ad Anversa. Le richieste puntano a ridurre il costo delle emissioni ritenuto eccessivo per molte aziende.
Secondo Trading Economics, nell’ultimo mese il prezzo dei permessi è sceso di circa il 19%; rispetto all’anno precedente la perdita è superiore al 7%. La Germania ha espresso disponibilità a rivedere o rinviare il mercato della CO2, alimentando preoccupazioni sulla domanda futura di quote.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che il sistema deve essere riconsiderato se non riduce le emissioni e sostiene la transizione industriale, ma ha poi ritrattato l’attacco, definendolo uno strumento valido. Anche se resta dibattito, da luglio 2026 è attesa una proposta di aggiornamento della Commissione europea.
Austria, Repubblica Ceca e Polonia hanno dato credito alle posizioni di Merz, mentre il presidente francese Emmanuel Macron è stato prudente, difendendo l’Ets ma chiedendo di evitare speculazioni sui prezzi. In Italia Confindustria e Federchimica hanno chiesto di sospendere o rivedere il meccanismo.
Secondo Michael Pahle del Potsdam Institute, finora la maggior parte delle entrate ETS è stata spesa a discrezione degli Stati membri e non necessariamente reinvestita in decarbonizzazione. Ursula von der Leyen aveva sottolineato la necessità di reinvestire i ricavi nella transizione verde.
Dirk Forrister dell’IETA sottolinea che stabilità e prevedibilità sono essenziali, poiché investimenti a lungo termine dipendono da un quadro normativo credibile. L’Ets è considerato il pilastro della politica climatica europea: deve essere protetto da interventi politici ad hoc che possano minare la fiducia e la decarbonizzazione.