• Ets e CBAM al centro delleISTITUZIONI: pressioni e proposte per l’industria UE

    giovedì 12 febbraio 2026

    Le industrie europee chiedono una revisione dell’Ets per ridurre i costi energetici e migliorare la competitività. Chiedono anche una politica industriale di emergenza: abbassare i costi di energia ed emissioni, promuovere un commercio globale equo e favorire l’uso di prodotti europei, anche tramite regole di appalti pubblici. Markus Kamieth, di Cefic e Basf, avverte che l’Europa sta perdendo capacità industriale a una velocità senza precedenti.

    Ets: prezzo CO2 oltre 90 €/t a gennaio, poi sotto 75 €/t. Confindustria chiede sospensione temporanea; Federchimica segnala il calo della produzione chimica italiana in quattro anni (~-13% vs 2021) e propone sospensione o mantenere quote gratuite finché serve. Merz invita a rivedere o rinviare l’Ets se non funziona come previsto.

    Von der Leyen difende l’Ets, ricordando che dal 2005 le emissioni sono scese del 39% e l’economia nei settori ETS è cresciuta del 71%. Annuncia l’imminente asta pilota da 1 miliardo per finanziare la decarbonizzazione; chiede di reinvestire più entrate nell’industria e di accelerare la riforma estiva. WindEurope richiede elettrificazione diretta e Bruxelles dovrebbe ridurre le tasse sull’elettricità per sostenere investimenti industriali elettrificati.

    CBAM: dal 2026 il meccanismo per allineare i costi CO2 su importazioni come acciaio, cemento e fertilizzanti. Bruxelles valuta esenzioni per fertilizzanti su clausole di sospensione; Eurofer segnala incertezza legale e Cement Europe teme minare la prevedibilità del settore.

    Le discussioni proseguiranno dopo l’European Industry Summit ad Anversa e si sposteranno al Consiglio di Alden Biesen, per coniugare decarbonizzazione e competitività.