Estensione del DM Cacer e prospettive per le Cer
mercoledì 10 giugno 2026
Enel ha chiesto di prorogare la validità del DM Cacer fino al 2030, estendendo di tre anni l’orizzonte dal 2027. L’obiettivo è dare tempo alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) di entrare in esercizio e non rischiare di frenare gli investimenti nel settore.
La proposta arriva anche dalla necessità di rafforzare la comunicazione istituzionale sui benefici delle Cer per cittadini e imprese. Attualmente Enel conta 15 Cer operative, altre 21 configurazioni con incentivo richiesto al Gse e 60 iniziative in fase di popolamento: in totale 74 impianti fotovoltaici Cer, per una potenza di oltre 57 MW. Per accelerare la transizione energetica, la società propone di rendere strutturali i meccanismi di supporto esistenti, come il Piano Transizione 5.0 basato sull’iperammortamento, perché la certezza degli incentivi consente una pianificazione a medio-lungo termine.”
Quanto alle autorizzazioni per nuovi impianti, Enel segnala la necessità di un lavoro culturale con la Pubblica Amministrazione per migliorare le competenze: in alcune province, le amministrazioni sono sommerse da domande e il riflesso condizionato può fermare tutto.
Fabrizio Iaccarino, responsabile relazioni istituzionali di Enel, ha citato la fabbrica 3Sun di Catania come una “croce e delizia”: forte concorrenza asiatica ma anche sostegno governativo. L’obiettivo è arrivare a 1,2 GW di capacità produttiva nel 2027, con potenziale teorico di 3 GW. Le discussioni su moduli hanno acceso polemiche: oggi alcune misure premiano moduli prodotti da 3Sun e c’è chi chiede di riammettere i moduli della categoria A per evitare di ridurre la concorrenza e aumentare i prezzi o creare problemi di disponibilità.
Sul nucleare, Nuclitalia, nata da una partnership con Ansaldo e Leonardo, sta completando uno studio per avere una visione più chiara di tempi e costi degli impianti SMR (Small Modular Reactors) entro la fine dell’anno.
Infine, sull’accumulo energetico, la crescita del mercato delle batterie agli ioni di litio ferro fosfato (LFP) è trainata dalla riduzione dei costi: circa il 50% in meno dal 2024 e un incremento della densità energetica del 150%. Per gli accumuli termici, il Macse prevede la possibilità di partecipare fino al 10% del contingente disponibile, ma attualmente le soluzioni termiche restano meno competitive rispetto alle batterie elettrochimiche.