• Energia/Bollette in discussione: timori, critiche e prospettive di risparmio

    mercoledì 18 febbraio 2026

    Il Governo sta per varare il decreto Energia/Bollette in una notte decisiva. Dopo il via libera iniziale, ogni riga sarà esaminata da tutti i soggetti interessati e i giudizi non saranno unanimi. Il vertice del 16 febbraio a Palazzo Chigi con le Regioni, in particolare la Lombardia, ha puntato a limare il testo: la Lombardia teme effetti negativi sull’idroelettrico e sugli accordi di “idro release” e si guarda all’articolo 5.

    Il timore principale riguarda l’articolo 5, che toglie al mix ETS e ad altri oneri il peso della generazione termoelettrica a gas. La Lega chiede chiarimenti o modifiche. Inoltre la Borsa ha penalizzato azioni di utility e produttori in attesa delle decisioni ufficiali; l’Unione Europea potrebbe dover esprimersi sul complesso, con rischi di incompatibilità rispetto al Remit.

    Secondo Unimpresa, il risparmio annuo sulle bollette potrebbe essere tra 3,5 e 4 miliardi di euro, di cui 800 milioni-1,3 miliardi per le famiglie e il resto alle imprese.

    Le critiche delle associazioni evidenziano lacune: Confcommercio segnala l’assenza di misure strutturali per PMI sugli oneri di sistema e propone di reperire fondi dalle aste CO2. Confartigianato aggiunge problemi concreti: allungamento dei tempi di pagamento degli oneri fino a 10 anni al 6%, esclusione delle PMI dai contratti di lungo periodo rinnovabili, vincoli all’aggregazione con Au e Arera, e incertezza sugli effetti dell’articolo 5 sui prezzi e sulle tariffe.

    Dal lato industriale, Anev spinge per abbassare il costo dell’energia per famiglie e imprese, ma avverte che non vada a scapito della competitività né della transizione energetica, evitando scorciatoie o distorsioni comunitarie.

    Infine, Erg (Garrone) ritiene che l’obiettivo sia condiviso ma la bozza rischia di incentivare il consumo di gas, aumentando la dipendenza dall’estero e rallentando la transizione; i titoli degli operatori hanno già perso valore, e serve allineare il provvedimento al quadro europeo.