• Energia veneta: tre leve per superare la crisi e riaffermare l’autonomia

    lunedì 14 settembre 2026

    La Regione Veneto risponde alla crisi energetica con una strategia basata su tre leve: investimenti, efficienza e autonomia. L’assessore Massimo Bitonci evidenzia l’importanza di far restare sul territorio i benefici dell’idroelettrico e lascia aperta la possibilità di un confronto sull’energia nucleare, senza prendere posizioni precostituite.

    L’alleanza manifatturiera del Nord, guidata da Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, vede l’energia come pilastro della competitività. L’obiettivo è costruire una posizione comune per incidere su Governo e UE, non sostituire lo Stato ma creare una massa critica che acceleri politiche industriali ed energetiche e riduca il differenziale di prezzo per imprese e territori.

    Insieme all’uso di 14 miliardi dall’Italia per la salvaguardia energetica, si propone un percorso mirato: aumentare la produzione nazionale, rafforzare reti e accumuli, stimolare l’efficienza e permettere alle imprese di programmare investimenti a costi energetici più competitivi. Il Veneto è pronto a portare al tavolo nazionale esigenze concrete del Nord.

    Aree idonee e zone di accelerazione sono strumenti chiave per raggiungere i 5.828 MW aggiuntivi entro il 2030 senza sacrificare suolo agricolo. Si privilegiano aree già antropizzate o degradate e si applicano criteri di tutela del territorio, con monitoraggi e limiti all’uso di suolo agricolo. Non si è contrari alle FER, ma si rifiuta una transizione che gravi sul territorio senza una pianificazione regionale.

    Tra i provvedimenti in corso: un nuovo Piano energetico regionale che integri produzione, consumo, reti ed efficienza, insieme a misure per accelerare procedure. Il Fondo Veneto Energia sostiene interventi di efficienza, autoproduzione e sviluppo delle comunità energetiche, mentre l’idroelettrico viene valorizzato con un nuovo modello di concessioni post-2029 per ridistribuire benefici economici sul territorio.

    In risposta al caro energia, la Regione può agire su tre leve: investimenti, efficienza e autonomia. Viene promosso l’autoproduzione e il ricorso a comunità energetiche per ridurre vulnerabilità, con l’obiettivo di allentare la dipendenza da prezzi internazionali e creare un sistema più stabile per imprese e famiglie.

    Sul nucleare, il Veneto adotta un approccio pragmatico: serve un mix energetico equilibrato e, a livello nazionale, si chiedono percorsi seri e sicuri. Il focus regionale resta su rinnovabili, efficienza, reti e idroelettrico, attendendo indicazioni dal Governo. La gestione dei prezzi zonali va inquadrata in un quadro nazionale ed europeo per evitare penalizzazioni territoriali, mantenendo come principio fondante che chi investe in infrastrutture deve vedere benefici concreti sul territorio.